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    I ”pilastri della creazione” visti da NIRCam e MIRI del telescopio spaziale James Webb

    Recentemente abbiamo scritto delle analisi dell’atmosfera dell’esopianeta WASP-39 b grazie ai dati di NIRSpec e NIRCam del telescopio spaziale James Webb. Per quanto queste scoperte siano importanti per gli scienziati, gli appassionati o i semplici curiosi sono più attratti dalle immagini che il JWST riesce a catturare. Un esempio è quello della protostella L1527 anche se la più iconica potrebbe rimanere quella dei “pilastri della creazione” che si trovano nella Nebulosa dell’Aquila (o M16) a 6500 anni luce di distanza dalla Terra.

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    Non è la prima volta che scriviamo dei “pilastri della creazione” in merito al nuovo telescopio spaziale. La prima immagine risale alla seconda metà del mese di ottobre mentre sul finire dello stesso mese è stata pubblicata la versione Halloween della stessa zona di cielo. In queste ore è stata annunciata un’altra versione modificata dell’immagine derivata dalla fusione dei dati di NIRCam e MIRI.
    Il telescopio spaziale James Webb e la nuova immagine dei “pilastri della creazione”
    La nuova immagine dei “pilastri della creazione”, come scritto sopra, è stata realizzata unendo i dati rilevati nel medio infrarosso (MIRI) e nel vicino infrarosso (NIRCam) rivelando nuovi dettagli di questa zona di cielo. Secondo quanto riportato, molte stelle che appaiono nell’immagine sono frutto della cattura da parte di NIRCam che ha permesso di catturare i dati delle stelle di nuova formazione. MIRI invece mette in risalto la polvere che forma buona parte della struttura dei pilastri (anche la colorazione arancione nella zona superiore deriva da polvere interstellare).
    La polvere stellare, pur bloccando la vista delle stelle al telescopio spaziale James Webb, è un componente fondamentale per la loro formazione così come di sistemi planetari. Nel pilastro centrale è possibile vedere una zona colorata di rosso (alla sua estremità): si tratta di stelle di formazione recente in piana attività, ma nascoste dalla polvere.
    I filtri impiegati per questa immagini sono molteplici derivanti da due strumenti differenti ai quali sono associati dei colori per permettere di mostrare agli occhi umani quello che sarebbe altrimenti invisibile. Per NIRCam abbiamo F090W (viola), F187N e F770W (blu), F200W (ciano) mentre per MIRI sono stati impiegati F1130W (verde), F335M (giallo), F444W (arancione), F470N e F1500W (rosso). L’acquisizione da parte del telescopio spaziale James Webb è avvenuta il 14 agosto e rappresenta una zona di cielo di circa 7 anni luce. LEGGI TUTTO