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    Samyang AF 12mm F2 X: il primo obiettivo con autofocus per Fujifilm X

    Samyang ha presentato recentemente il suo primo obiettivo zoom con autofocus per attacco Sony E (AF 24-70mm F2.8 FE). Questa però non è l’unica novità del produttore coreano: un altro obiettivo presentato in queste ore è il Samyang AF 12mm F2 X, il primo modello con autofocus dedicato alle fotocamere Fujifilm X. Fino a questo momento infatti erano disponibili solo ottiche con messa a fuoco manuale da parte della società.

    Grazie a questa aggiunta gli utenti avranno ancora più scelta per l’accoppiata con le proprie fotocamere Fujifilm senza dover rinunciare alla comodità dell’autofocus. Altri produttori stanno per annunciare ottiche con AF per Fujifilm grazie alla scelta di quest’ultima di “aprire” il proprio protocollo di comunicazione anche a produttori di terze parti.
    Samyang AF 12mm F2 X: le caratteristiche tecniche
    Il nuovo obiettivo utilizza un design ottico che prevede 12 elementi suddivisi in 10 gruppi. Per migliorare la qualità dell’immagine sono presenti una lente H-ASP, una lente asferica e tre lenti a bassissima dispersione. Inoltre non manca il rivestimento chiamato UMC, acronimo di Ultra Multi Coating con ben 14 strati. Secondo il produttore è possibile “ottenere immagini chiare senza distorsioni e vignettature”.

    Il Samyang AF 12mm F2 X prende in prestito parte del successo del 12mm F2 con messa a fuoco manuale aggiungendoci anche la messa a fuoco automatica con motore Linear STM. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 20 cm. La struttura di questo obiettivo presenta anche le guarnizioni in grado di permettere un utilizzo in esterno resistendo ad acqua e polvere.
    Sempre stando alla società, questo modello è stato ottimizzato per funzionare con i sensori X-Trans di Fujifilm per restituire il massimo della qualità d’immagine. Il diaframma ha un’apertura che varia da f/2.0 fino a f/22 e utilizza una struttura a sette lamelle. Anteriormente è poi possibile impiegare filtri da 62 mm (utili per la fotografia di paesaggio). Non è presente la stabilizzazione ottica ma può essere impiegato anche con fotocamere che hanno integrato al loro interno un sistema IBIS come X-T4, X-S10 e X-H1.

    L’angolo di visione offerto è pari a 99,1° su APS-C mentre le dimensioni complessive sono di 59,2 x 70 mm con un peso di 212 grammi. Non è presente lo switch AF/MF. Sul sito del produttore sono presenti anche le fotocamere compatibili che comprendono X-H1, X-S10, X-pro 1, X-pro 2, X-pro 3, X-E1, X-E2, X-E2s, X-E3, X-E4, X-T1, X-T2, X-T3, X-T4, X-T10, X-T20 e X-T30. Sul mercato italiano il nuovo Samyang AF 12mm F2 X sarà commercializzato da Fowa con disponibilità da Novembre con un prezzo 449,99 euro. LEGGI TUTTO

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    Nuovi flash Sony HVL-F60RM2 e HVL-F46RM: fino a 200 lampi a 10 fps!

    Ieri Sony ha presentato la nuova fotocamera mirrorless full frame Sony A7 Mark IV, rinnovando il suo modello più venduto e puntando su un nuovo sensore da 33 megapixel. È un periodo però ricco di altre novità per il marchio nipponico: dopo la presentazione, settimana scorsa, della nuova ottica FE 70-200mm F2.8 GM OSS II, ieri Sony ha presentato anche una nuova coppia di flash.

    Inception: la nuova Sony A7 IV ripresa da una A7 R IV equipaggiata con i nuovi flash HVL-F60RM2 e ottica FE 70-200mm F2.8 GM OSS II
    Parliamo dei modelli HVL-F60RM2, con GN60 e copertura di 20-200 mm, e HVL-F46RM, con GN46 e 24-105 mm di copertura. Nel primo caso siamo di fronte a un rinnovo del modello precedente, nel secondo all’introduzione di un nuovo modello di fascia media.

    Si tratta di flash che nascono con in mente la velocità del sistema mirrorless di casa Sony. Entrambi vantano, infatti, prestazioni ottimizzate per lo scatto continuo, fino a 200 lampi a 10 frame al secondo per il flash HVL-F60RM2 e 60 lampi per il flash HVL-F46RM. Grazie all’algoritmo ottimizzato, resistono al surriscaldamento, mentre il set di quattro batterie Ni-MH (nichel-metallo idruro) assicura fino a 240 flash con tempo di ricarica di 1,7 secondi per il modello HVL-F60RM2 e fino a 320 flash con tempo di ricarica di 2 secondi per il HVL-F46RM[xiv].
    I nuovi flash sono un’interessante aggiunta all’Alpha Lighting System e in accoppiata alla nuova ALPHA 7 IV offrono il controllo flash P-TTL per ogni frame in modalità scatto continuo “Mid” e “Hi”, oltre che “Lo”: in questo modo l’esposizione ambiente+flash di ogni fotogramma è corretta anche durante le raffiche veloci. Con le mirrorless di casa Sony, inoltre, il controllo dei parametri del falsh può avvenire direttamente dal menu della fotocamera e il controllo della potenza del flash può essere collegato alla funzione Face Detection, per ritratti sempre ben esposti sul soggetto anche in luce combinata. Similmente anche il bilanciamento del bianco avviene tenendo conto della temperatura colore della luce proveniente dal flash.
    Con l’ammiraglia Alpha 1 e sfruttando l’adattatore batteria esterna per flash FA-EBA1 il flash HVL-F60RM2 può arrivare addirittura a 20 fps di scatto continuo, riuscendo a produrre circa 20 lampi al secondo per oltre 10 secondi. Utilizzando Alpha 1 con i flash di Sony, compresi i nuovi HVL-F60RM2 e HVL-F46RM, la velocità di sincronizzazione può arrivare fino 1/400s sul fotogramma completo 35mm. Inoltre i flash sono utilizzabili anche in modalità otturatore elettronico dell’ammiraglia, per scatti silenziosi.
    I flash HVL-F60RM2 e HVL-F46RM saranno disponibili a partire da novembre presso i rivenditori Sony autorizzati, rispettivamente al prezzo di listino di 650 € e 430 €. LEGGI TUTTO

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    Cosina annuncia l'obiettivo Voigtlander APO-SKOPAR 90mm F2.8 VM per Leica M

    A Settembre 2021 Cosina ha annunciato l’arrivo sul mercato di un nuovo obiettivo Voigtlander della serie SKOPAR con il modello 28mm F2.8 pensato per gli utenti affezionati alle vecchie ottiche ma che vogliono impiegarli sulle nuove fotocamere senza bisogno di adattatori. Ora il produttore giapponese ha annunciato anche la disponibilità del Voigtlander APO-SKOPAR 90mm F2.8 VM.

    Ancora una volta ci si rivolge agli utenti che preferiscono le immagini catturate con ottiche che richiamano quelle degli anni passati (in particolare nel periodo degli anni ’60). In particolare in questo caso viene sfruttato un design apocromatico, da qui l'”APO” nel nome, che dovrebbe migliorare la resa dei colori.
    Le caratteristiche del Voigtlander APO-SKOPAR 90mm F2.8 VM
    Secondo quanto riportato, il design ottico di questo obiettivo prevede 7 elementi suddivisi in 7 gruppi. Tra le lenti speciali impiegate troviamo ben cinque Abnormal Partial Dispersion (APD) che permettono di avere immagini ricche, di aspetto tridimensionale ed estremamente nitide. Inoltre il design apocromatico “rende l’aberrazione cromatica assiale il più vicina possibile allo zero”.

    Sempre Cosina ha messo in evidenza come il Voigtlander APO-SKOPAR 90mm F2.8 VM abbia una lunghezza di 6 cm rendendolo piuttosto compatto per essere un 90 mm di lunghezza focale. Le altre caratteristiche tecniche riportano un diaframma composto da 10 lamelle con apertura circolare a f/2.8, f/4 e f/22 (che corrisponde anche all’apertura minima).
    L’angolo di visione è pari a 27,4° mentre la minima distanza di messa a fuoco è di 90 cm. Secondo quanto riportato, la molla elicoidale presente all’interno e il grasso speciale consentono di regolare la messa a fuoco manuale (l’unica presente) in maniera precisa avendo la giusta sensazione mentre si ruota la ghiera. Anteriormente è possibile installare filtri da 39 mm.

    Le dimensioni complessive sono pari a 53 x 60 mm mentre il peso si assesta sui 250 grammi. Il copri obiettivo può essere fissato anche al contrario per permettere di ridurre le dimensioni complessive durante il trasporto. Il nuovo Voigtlander APO-SKOPAR 90mm F2.8 VM è disponibile sia con colorazione nera che argento per attacco VM (compatibile con le fotocamere Leica M) a un prezzo di circa 680 euro. LEGGI TUTTO

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    Ricoh ha annunciato il nuovo HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR

    Dopo alcuni rumors è stato annunciato in questi giorni il nuovo obiettivo HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR da parte di Ricoh. Si tratta di un’edizione limitata ed è dedicato alle fotocamere DSLR con sensori full-frame (ma anche alle nuove e vecchie APS-C) e attacco K sempre di PENTAX. Il tutto puntando su qualità dell’immagine e design esteriore riconoscibile.

    All’inizio dell’anno Ricoh aveva già annunciato alcuni obiettivi in edizione limitata e in particolare erano presenti un 31 mm F1.8, un 43 mm F1.9 e un 77 mm F1.8. Questo nuovo 21 mm è quindi quello con la lunghezza focale più corta tra i modelli presentati nel 2021 ma non quello con l’apertura più ampia.
    Le caratteristiche tecniche dell’HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR
    Secondo quanto riportato da Ricoh, il nuovo obiettivo utilizza un design ottico che prevede 11 elementi suddivisi in 8 gruppi. Per migliorare la qualità dell’immagine sono presenti una lente Super ED, una lente asferica, tre lenti ED e una lente ED asferica. Inoltre è presente un rivestimento multistrato che permette di avere prestazioni superiori rispetto a quelli più comuni per quanto riguarda la riflettività.

    Il diaframma dell’HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR ha una struttura a otto lamelle con apertura compresa tra f/2.4 e f/22. Il produttore specifica anche che il diaframma mantiene una forma circolare dalla massima apertura fino a f/4.5.
    La lunghezza focale è pari a 21mm su full-frame e 32mm se utilizzato con fotocamere con sensore APS-C. L’angolo di visione è pari a 92° su full-frame e 68° se invece si utilizza una fotocamera con sensore APS-C. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 18 cm e la messa a fuoco automatica è basata sulle ultime evoluzione tecniche di Ricoh.

    La costruzione dell’obiettivo HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR è realizzata a partire da un blocco di alluminio lavorato a macchina. Per garantire l’utilizzo in condizioni difficili sono presenti anche una serie di guarnizioni permettendo così di resistere a umidità e polvere.

    Anteriormente è possibile installare filtri 67 mm mentre l’attacco è KAF4. Le dimensioni sono pari a 74 x 89 mm e il peso invece è pari a 416 grammi. Essendo un’edizione limitata c’è una numerazione particolare che inizia con 0000001 per il modello nero e da 1000001 per il modello argentato. Il prezzo dell’HD PENTAX-D FA 21mm F2.4ED Limited DC WR per il mercato europeo è pari a 1499 euro. LEGGI TUTTO

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    Per prima volta un drone trasporta polmoni per un trapianto: ecco come hanno fatto in Canada

    Sono diverse le sperimentazioni in giro per il mondo che prevedono l’uso di droni per il trasporto di materiale medicale. In Italia ci sono sperimentazioni in atto per scambiare in modo rapido medicinali tra due sedi di una farmacia, ma anche per il trasporto di campioni da analizzare tra il punto prelievi e il laboratorio di analisi o l’ospedale.

    Uno dei trasporti per cui il tempo è cruciale è quello degli organi, che spesso fa affidamento agli elicotteri per evitare che un cuore da trapiantare rimanga imbottigliato nel traffico. In questo particolare settore i droni promettono di abbattere i costi e semplificare le operazioni: c’è dunque grande interesse verso il trasporto organi via drone.
    A Torino è nato il progetto di ricerca INDOOR (usINg Drones fOr Organ tRansplantation), per il trasferimento di organi tramite l’utilizzo di “aeromobili a pilotaggio remoto”, ma anche a livello globale sono attivi progetti simili. Tra questi si riporta il successo del primo volo “proof of concept” di un progetto canadese.
    I polmoni volano sul drone

    Unither Bioelectronics ha infatti completato un trasporto di polmoni per un trapianto tra gli ospedali Toronto Western Hospital e Toronto General Hospital, impiegando soli 6 minuti. Sembrerebbe semplice a dirsi, ma ci sono voluti 18 mesi di lavoro per giungere a questo risultato. Il primo passo è stata la creazione di un drone dotato di contenitore in fibra di carbonio adatto per il trasporto degli organi.

    Per evitare di danneggiare gli organi il contenitore deve minimizzare le vibrazioni trasmesse dal velivolo ed è anche importante che gli organi non vengano rovinati dal repentino cambio di altitudine (e quindi di pressione). Quest’ultima caratteristica è fondamentale per il trasporto in oggetto, ossia quello di polmoni. Naturalmente poi il trasporto deve avvenire a temperatura controllata.

    Unither Bioelectronics sta già guardando più in là ed è al lavoro su droni in grado di assicurare trasporti su tratte di 100 miglia e poi, in una seconda fase, anche di 200 miglia. Il drone utilizzato per il trasporto dei polmoni era equipaggiato con diversi dispositivi di sicurezza, tra cui un paracadute e il volo è avvenuto in coordinamento con il traffico aereo (ad esempio gli elicotteri per il trasporto dei pazienti) nelle zone degli ospedali.
    Sebbene per altri organi sia già stato documentato il trasporto tramite droni, si tratta di una prima volta per un trapianto di polmoni: una pietra miliare che potrebbe contribuire in futuro a salvare molte vite. LEGGI TUTTO

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    Canon in tribunale negli USA per la stampante 4-in-1 che non scansiona se manca l'inchiostro

    Capita spesso di litigare con la propria stampante, spesso per motivi difficilmente comprensibili. A chi non è capitato di provare a stampare un documento in bianco e nero e ritrovarsi nell’impossibilità di farlo perché una delle cartucce degli inchiostri colorati è esaurita?
    Per un problema ancora più incomprensibile ora un utente statunitense ha portato Canon in tribunale. Al centro del contendere c’è il prodotto All-in-One, ossia che combina più funzioni nello stesso apparecchio (stampa, copia, scanner, fax), Canon Pixma MG6320: la stampante, infatti, si rifiuta di portare a termine scansioni o inviare fax se manca inchiostro in una sola delle cartucce.

    Il problema è noto a Canon. Diversi clienti, sin da 2016, hanno contattato il supporto clienti per segnalare il problema, ricevendo la risposta che è necessario che ci sia inchiostro in tutte le cartucce per accedere a tutte le funzioni della stampante, scansioni comprese.

    Per la copia naturalmente questo potrebbe avere un senso, visto che la stampante non sa in anticipo se dovrà fare una stampa a colori in bianco e nero e ci potrebbe essere il rischio di rovinare la stampante stampando senza inchiostro. Al limite potrebbe avere senso anche per il fax, visto che viene stampata la ricevuta (che però potrebbe richiedere semplicemente la presenza dell’inchiostro nero).
    Per le funzioni dello scanner, invece, la limitazione non ha per nulla senso e da qui nasce la denuncia dell’utente, che considera l’impossibilità di accedere alle funzioni della stampante un modo truffaldino per costringere gli utenti a comprare consumabili anche quando non sono necessari. Ad esempio qualcuno potrebbe tenere un vecchio apparecchio 4-in-1 unicamente per le funzioni di scanner e ammodernare solo la stampante: in quel caso non avrebbe alcun interesse a cambiare le cartucce esaurite.
    Nella causa si fa anche esplicito riferimento al fatto che i clienti non vengono avvertiti in nessun modo prima dell’acquisto di tale limitazione. La causa elenca almeno altri 20 modelli del produttore giapponese che sono affetti da tale problema.
    Voi che esperienza avete? Quali sono i problemi più assurdi delle vostre stampanti? LEGGI TUTTO

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    “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da oggi cambia volto. Ecco il capolavoro in alta definizione

    Era il 1901 quando l’artista Giuseppe Pellizza da Volpedo concluse il suo più grande capolavoro, Il quarto stato. Il celebre dipinto è oggi custodito all’entrata del Museo del Novecento di Milano ed è possibile ammirarlo dietro una teca di vetro e da debita distanza.
    120 anni dopo la tecnologia ha permesso di guardare l’opera da vicino, molto vicino, più di quello che l’occhio umano possa fare. Questa tecnologia si chiama Gigapixel, ed è nota grazie ad Haltadefinizione, società che si occupa di valorizzare il patrimonio artistico italiano attraverso la digitalizzazione.

    “Un’opera come Il quarto stato è certamente un capolavoro del divisionismo ma è anche un manifesto sociale ispiratore dei sentimenti più nobili. L’idea di poterlo “visitare” nel profondo attraverso la riproduzione digitale è un’esperienza affascinante che contribuisce alla conoscenza del dipinto e invoglia a visitare il Museo del Novecento”, ha affermato Anna Maria Montaldo, già direttrice del Museo del Novecento.
    Dopo opere del calibro di Raffaello Sanzio, Caravaggio, Giotto e Leonardo, oggi è la volta di Giuseppe Pellizza da Volpedo, artista del celebre e iconico dipinto Il Quarto Stato. L’opera, realizzata in seguito alla strage di Milano guidata dal commissario Bava Beccaris, è volutamente di grandi dimensioni (293×545 cm) e di enorme impatto sociale.

    Giuseppe Pellizza ha voluto rappresentare il cosiddetto quarto stato, ovvero il proletariato, in un’epoca difficile a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Gli altri stati erano in ordine: nobiltà, clero e borghesia. La prole, cioè i figli, sono la più grande ricchezza che possiede il quarto stato e l’opera racchiude il ciclo della folla di lavoratori, donne e bambini che cammina determinata verso lo spettatore con lo sguardo verso il sole. Una vera icona rivoluzionaria di rivendicazione dei propri diritti, questo diventò il dipinto di Pellizza da Volpedo, ma non prima che la critica lo ignorasse completamente durante le esposizioni.

    Il quarto stato entra nelle case di tutti grazie ad Haltadefinizione
    Dopo un lungo lavoro, gli esperti di Haltadefinizione hanno digitalizzato la grande opera dopo essere stata acquisita con una tecnica fotografica ad altissima risoluzione, compiendo un vero capolavoro tecnologico. Il dipinto è ora disponibile online in tecnologia Gigapixel, offrendo la possibilità di guardare i personaggi e i particolari nei minimi dettagli, invisibili anche ad occhio nudo.

    “Siamo entusiasti di rendere fruibile sul portale di Haltadefinizione una delle opere più importanti della collezione del Museo del Novecento. L’altissima definizione permette di apprezzare l’opera in tutti i suoi particolari. I musei e gli archivi digitali sono una risorsa immensa per i nostri musei, grazie ai quali si aprono grandissime possibilità di valorizzazione e divulgazione del patrimonio. La digitalizzazione è uno dei mezzi principali per rendere l’arte accessibile al pubblico in ogni momento e in ogni parte del mondo”, racconta Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione LEGGI TUTTO

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    Nuovo zoom tuttofare Nikkor Z DX 18-140mm f/3.5-6.3 VR: leggero, compatto da portare ovunque

    Una parte del pubblico che sceglie le fotocamere APS-C è rappresentato dai viaggiatori, spesso alla ricerca di modi per contenere al massimo pesi e ingombri. Questo è ancora più vero se parliamo del segmento mirrorless, corpi macchina che per definizione sono più piccoli e leggeri delle controparti a specchio reflex.
    Nikon ha fatto della compattezza uno dei marchi di fabbrica delle sue Nikon Z in formato DX, come Z 50 e Z fc, anche sul fronte delle ottiche. Come vi avevamo raccontato nella recensione di Nikon Z50, il piccolo obiettivo collassabile Nikkor Z DX 16-50mm VR ha insospettabili doti, a dispetto della faccia ‘da obiettivo kit’.

    Ora Nikon fa un ulteriore passo per soddisfare quelli che vogliono un’ottica tuttofare, magari proprio da viaggio. Il nuovo NIKKOR Z DX 18-140mm f/3.5-6.3 VR, con una gamma di focali di circa 27-210mm equivalenti in formato 35mm, incarna il perfetto zoom tuttofare, con un peso di soli 315 grammi e dimensioni compatte.

    Si tratta di un’ottica stabilizzata, con 5 stop di stabilizzazione dichiarati da Nikon. Progettato per essere utilizzato anche in outdoor, il nuovo obiettivo NIKKOR Z DX include una protezione efficace contro polvere e gocce d’acqua, anche se non ne viene specificato ulteriormente il grado nel comunicato stampa.

    Lo zoom 7,8x rende l’ottica sicuramente molto flessibile, ma ci sono altri particolari interessanti, come la distanza minima di messa a fuoco alle focali grandangolari contenuta in soli 20 centimetri.
    L’obiettivo NIKKOR Z DX 18-140mm f/3.5-6.3 VR sarà disponibile a partire da novembre. LEGGI TUTTO