More stories

  • in

    Canon potrebbe lanciare la mirrorless professionale nella seconda metà dell'anno

    Con l’inizio del nuovo anno sono arrivate anche nuove speculazioni su quelle che saranno le novità nel settore fotografico. Sappiamo che prossimamente Fujifilm presenterà tra le altre cose, anche la nuova GFX 100S, ma anche Canon e gli altri produttori non staranno a guardare! Proprio per quanto riguarda Canon, sono emerse negli scorsi giorni nuove informazioni su quella che dovrebbe essere la sua strategia.

    Le novità di Canon per il 2021, secondo i rumors
    Sappiamo che il mondo delle fotocamere sta guardando decisamente in direzione delle fotocamere mirrorless. Per questo non è strano pensare che la prossima fotocamera professionale, che si affiancherà alla EOS-1D X Mark III, sarà una soluzione mirrorless.
    Attualmente la conosciamo come Canon EOS R1 ma il nome è ovviamente soggetto a modifiche (si tratta di un rumors del resto). La pandemia ha imposto un cambio dei piani da parte dei produttori, nessuno escluso e in generale i piani futuri sono ancora poco stabili e soggetti a variazioni.

    Sembra però che la mirrorless professionale sarà annunciata comunque nella seconda metà del 2021. Non ci sono ancora molte informazioni in merito ed è quindi difficile capire cosa gli utenti potranno aspettarsi. Del resto ci sarà anche una nuova mirrorless ad alta risoluzione nel prossimo futuro e che si scontrerà con soluzioni come Sony A7R IV, già annunciata da tempo.

    Ci saranno poi le nuove soluzioni APS-C che sostituiranno la gamma EOS M e che dovrebbero debuttare entro l’anno (e quasi sicuramente entro il periodo di Natale). Questo permetterà gli utenti di utilizzare le nuove ottiche RF anche senza la necessità di scegliere un sensore full-frame. Questo consentirà di risparmiare sul peso e forse anche sulle dimensioni.
    Infine potrebbero esserci anche nuove soluzioni che si posizioneranno tra la gamma APS-C (RF) e sotto la EOS R6. Si tratterà sostanzialmente di nuove fotocamere che Canon annuncerà per sostituire EOS RP e EOS R puntando su un rapporto qualità/prezzo favorevole oltre che su un sensore full-frame. LEGGI TUTTO

  • in

    Olympus E-M10 Mark III è la mirrorless più venduta in Giappone nel 2020

    Non è la prima volta che parliamo dei dati di vendita in Giappone, grazie alle informazione rilasciate da BCN Retail che monitora le spedizioni dei vari modelli nello stato asiatico. Pur essendo una visione parziale del mercato, è comunque interessante sapere che, nel 2020, la fotocamera mirrorless più venduta è stata la Olympus E-M10 Mark III.

    Olympus E-M10 Mark III cavalca le vendite in Giappone
    Come scritto recentemente, con l’inizio del nuovo anno c’è stato il “passaggio di consegne” tra Olympus e JIP per quanto riguarda la gestione della divisione imaging, che comprende anche fotocamere e obiettivi. Questi però sono dati che riguardano il 2020 (dall’1 gennaio al 6 dicembre) e quindi il merito è comunque da attribuire alla precedente gestione.

    C’è da notare che la classifica proposta da BCN Retail riguarda le mirrorless con obiettivo intercambiabile che sono comunque tra quelle più “di moda” e quindi comunque rappresentative delle vendite. Come detto, in prima posizione c’è la Olympus E-M10 Mark III in versione argento venduta in kit con le ottiche 14-42 mm e 40-150 mm.
    Al secondo posto invece troviamo la Canon EOS Kiss M (da noi venduta come EOS M50) sempre venduta in kit, mentre al terzo posto l’Olympus PEN E-PL9. In generale, scorrendo la classifica si possono notare modelli che non sono tra i più recenti (la stessa Olympus E-M10 Mark III è del 2017 ed è già stata sostituita dalla Mark IV nel 2020).

    Al quarto posto c’è per esempio la Sony A6400 con le posizioni successive che sono rappresentate dalle varianti colore degli altri modelli. Per trovare un nuovo modello bisogna arrivare in ottava posizione con la Panasonic Lumix GF9 mentre in nona posizione c’è la Nikon Z 50 e al decimo posto la Sony A6100. Interessante notare l’assenza di Fujifilm ma anche di soluzioni mirrorless full-frame che hanno probabilmente un costo ancora poco accessibile per diventare “di massa”. LEGGI TUTTO

  • in

    Fotografia istantanea, due filosofie a confronto: Polaroid Now e Fuijifilm Instax Mini LiPlay

    La storia della fotografia è fatta di piccole rivoluzioni. Le più importanti sono certamente quelle che ne hanno ‘democratizzato’ l’uso e portato più persone ad avvicinarsi alla fotografia. L’invenzione della fotocamera portatile, da parte di Oskar Barnack, è certamente una di queste (a proposito, sapete perché il classico rullino 35mm ha 36 pose? Trovate la risposta in questo articolo su Barnack e Leica). Poche invenzioni hanno avuto sulla cultura di massa però l’influenza dell’invenzione della fotografia istantanea, quella che permette di vedere la foto scattata pochi minuti dopo la ripresa, senza dover attendere le complesse operazioni dello sviluppo in camera oscura. Una cosa che alle nuove generazioni appare scontata, abituate alla fotografia digitale e alla possibiltà di vedere subito il risultato sullo schermo dello smartphone o della fotocamera digitale.
    Bombardati da file digitali e immateriali, i giovani e i bambini di oggi sono molto attirati dalle fotografie che si possono anche toccare. Provate a regalare a un bambino un fotolibro con le foto dei viaggi e dei momenti in famiglia e lo vedrete scorrere le pagine ogni volta con meraviglia. Provate poi a scattare una foto con una fotocamera istantanea, con la stampa che viene ‘sputata’ fuori dalla macchina appena dopo il click: l’effetto ‘Wow’ è sempre assicurato. Molte tecnologie si sono rincorse negli ultimi anni nel settore della fotografia istantanea, da un lato per correre ai ripari per la scomparsa di alcuni dei vecchi supporti a sviluppo istantaneo (per le limitazioni di carattere ambientale ad alcuni reagenti) sia per cercare di intersecare fotografia digitale e sviluppo istantaneo.

    La storica Polaroid è arrivata con il fiato corto alla rinascita della fotografia istantanea, anzi ci era arrivata del tutto senza fiato, gettando la spugna prima che i tempi fossero nuovamente maturi. Fujifilm, che aveva le spalle ben più grosse, è invece a farne un segmento di successo, in grado in alcuni momenti di venire in aiuto al budget di altre divisioni in difficoltà.
    Dal lato suo Polaroid è rinata per la testardaggine di alcuni dei suoi ultimi lavoratori, dapprima nella forma di Impossible Project, che è poi cresciuto a tal punto da riprendere il controllo del marchio Polaroid. Polaroid Originals, con Polaroid Now sono il frutto di questo ricongiungimento e marchio e primo prodotto del nuovo corso.

    Polaroid e Fujifilm oggi portano avanti una strategia duale, fatta da un lato di prodotti tradizionali a pellicola a sviluppo istantaneo e dall’altro da prodotti di stampa istantenea che permettono di materializzare in pochi secondi gli scatti digitali. Due filosofie che intercettano esigenze diverse e in questo articolo cercheremo di vedere quali.
    Polaroid Now – La Polaroid di una volta

    Polaroid Now lascia apparentemente poco spazio alla modernità. Figlia del DNA Polaroid è una fotocamera analogica a sviluppo istantaneo. Rilegge però la tradizione in chiave moderna, cercando di introdurre alcune delle innovazioni a cui tutti ormai siamo abituati, in primis autofocus ed esposizione automatica, oltre a una comoda porta USB per la ricarica (la batteria non è più nelle pellicole come una volta), che permette di scattare 15 pellicole con una singola carica, accessibile dal caricatore dello smartphone. Riporta in vita la tradizionale esperienza di scatto Polaroid. si punta, si scatta, si attende con una certa emozione il lento svelarsi della foto sulla pellicola, con la soddisfazione (o delusione) finale che si dipana assieme allo sviluppo della foto.
    Fujifilm Instax Mini LiPlay – Istantanea digitale con audio

    Fujifilm Instax Mini LiPlay è al contrario il massimo dell’ibridazione. Nasce dall’unione tra una fotocamera digitale con sensore CMOS da 1/5″ e risoluzione di 2560 x 1920 pixel e una stampante a pellicole istantanee. Aggiunge però anche un microfono per ‘stampare’ l’audio nelle fotografie (sotto forma di QR code che rimanda a un link sul web dove l’audio è memorizzato) e uno slot MicroSD. Permette di scattare anche a distanza di tempo dallo scatto e di selezionare gli scatti non buoni e da buttare per evitare di sprecare pellicola inutile. Inoltre può connettersi allo smartphone e fungere da stampante per le foto scattate con il telefonino.
    Fotografia istantanea, ma diverse filosofie

    Siamo quindi di fronte a due filosofie diametralmente opposte, la prima che affonda le radici nella tradizione e lì si ferma, la seconda che invece cerca di declinare la fotografia istantanea in chiave più moderna.
    Da utente ormai abituato a scattare in digitale da molti anni, devo ammettere che il primo approccio è quello che inizialmente mi ha più intrigato, ma che si è rivelato poi meno adatto alla vita di tutti i giorni. Visto anche il costo delle pellicole (16 euro per 8 fogli per la Polaroid e poco più di 10 euro per 10 fogli per Instax Mini), ogni scatto sbagliato si fa sentire sul portafoglio ed è una cosa a cui bisogna riabituarsi. Inoltre serve un po’ di esperienza per familiarizzare con la sensibilità della pellicola (unita all’apertura non elevata dell’ottica): laddove in digitale è oggi facile portare a casa uno scatto, il risultato a pellicola non è sempre garantito. Può venire in aiuto il flash integrato di Polaroid Now, ma non ha una grande gittata e il sistema di esposizione automatica non sempre lo gestisce al meglio.

    Molto più facile, anche se meno romantico, l’utilizzo della Instax, che scatta in digitale e permette di valutare la resa dello scatto prima di mandarlo in stampa. Inoltre la fotocamera mette a disposizione il classico strumento di compensazione dell’esposizione automatica, per compensare eventuali errori di lettura e un piccolo LED viene in aiuto nelle situazioni in cui la luce è scarsa. In perfetto stile post-Instagram, la fotocamera Fujifilm mette a disposizione una serie di filtri per modificare le immagini, oltre a diverse cornici.
    Instax Mini LiPlay, come dice anche il nome, gioca molto sulla compattezza, risultando tra le più ‘tascabili’ nel novero delle fotocamere istantanee, mentre Polaroid Now ha le dimensioni delle sorelle maggiori degli anni che furono. Per restare piccola e compatta la proposta Fujifilm utilizza le pellicole Instax Mini, che, come di nuovo dice il nome, hanno un formato particolarmente ridotto, con un fotogramma in dimensioni di 46×62 millimetri, mentre l’area dell’immagine delle Polaroid è decisamente più ampia: 79×79 millimetri. In casa Fujifilm ci sono anche formati più ampi, con le pellicole Square da 62x62mm e Wide da 99x62mm, che richiedono l’utilizzo di altri corpi macchina. Sia per Polaroid sia per Instax sono disponibili diversi tipi di cornice, dalle più classiche a quelle colorate o ornate di vari motivi grafici.
    Instant Camera, quale scegliere?

    Molti si potrebbero fare la domanda ‘Instant Camera, perché sceglierla’ con tono un po’ sarcastico, ma in realtà oggigiorno, sebbene l’istante sia più spesso catturato e condiviso tramite gli smartphone, le macchine fotografiche con pellicole a sviluppo istantaneo possono avere ancora senso. Hanno senso perché stimolano più sensi. Perdonerete il gioco di parole, ma una fotografia osservata sullo schermo di un cellulare non ha la stessa esperienza sensoriale di una stampata e maneggiata, magari di cui si è anche osservato con trepidazione il processo di sviluppo. In questo senso Polaroid Now è molto più tradizionalista ed emozionale e regala ancora quella trepidazione al chiedersi ‘Chissà com’è venuta la foto’ tipica dello scatto a pellicola in generale. Il fatto di avere degli scatti “costosi” può anche portare ad un approccio più ponderato contro la bulimia da click propria del mondo digitale e risultare, anche per fotografi ‘navigati’ propedeutico a scatti più ragionati, e quindi a risultati migliori in generale.
    Fujifilm Instax Mini LiPlay è invece un ponte verso una modernità più ibrida, dove lo scatto è digitale, può essere rivisto, scelto, modificato e poi stampato. In questo senso è molto simile all’accoppiata tra uno smartphone e una stampante istantanea, prodotto che entrambi i marchi mettono a disposizione. In realtà la fotocamera ujifilm Instax Mini LiPlay può essere utilizzata in modo duale in quanto una volta connessa allo smartphone è in grado di stampare le fotografie riprese con il telefonino. Viste le prestazioni degli attuali smartphone, con moduli molto più evoluti di quelli della piccola Fuji e in grado di accedere alla ‘fotografia computazionale’ con risultati notturni strabilianti, è una caratteristica da non sottovalutare.

    In chiusura un consiglio: che sia istantanea, uscita da una stampante o mandata a stampare presso un laboratorio, stampate le vostre foto. Non c’è nulla di più bello di trovare una vecchia foto in fondo a un cassetto e lasciarsi trasportare dai ricordi. Tra 15/20 anni potreste anche ritrovare un vecchio smartphone in fondo a un cassetto, con migliaia di foto e ricordi, ma accenderlo potrebbe essere un’impresa. LEGGI TUTTO

  • in

    NiSi 15mm f/4 ASPH è stato annunciato ufficialmente con un prezzo di 479 euro

    Avevamo scritto recentemente di un nuovo obiettivo NiSi pensato per le fotocamere mirrorless. Ora la società cinese lo ha annunciato ufficialmente confermando parte delle specifiche. Si tratta del NiSi 15mm f/4 ASPH che si propone come una soluzione per chi cerca un grandangolare a un buon prezzo (magari da abbinare a un filtro NiSi).

    Le caratteristiche del NiSi 15mm f/4 ASPH
    Il nuovo obiettivo NiSi 15mm f/4 ASPH ha un design ottico che prevede 12 elementi suddivisi in 10 gruppi. All’interno sono poi presenti un elementi asferico e due elementi a bassissima dispersione per permettere di ottenere una buona qualità d’immagine. La lunghezza focale è di 15 mm pari a 22 mm APS-C con una distorsione che dovrebbe essere molto limitata (utile per la fotografia architettonica) e una nitidezza dal centro a bordi.

    L’apertura massima del diaframma è pari a f/4 mentre quella minima è f/22 mentre la sua struttura prevede 10 lamelle con i punti luce “a stella”. L’angolo di visione è pari a 112° per le full-frame mentre arriva a 78° su APS-C. La messa a fuoco è manuale e permette di ridurre costo di produzione, peso e prezzo per l’utente finale. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 20 cm.

    Il NiSi 15mm f/4 ASPH ha un peso di 470 grammi, anche grazie alla struttura in alluminio, con dimensioni di 75,6 x 80,5 mm. Non poteva mancare il supporto per filtri da 72 mm (circolari) o filtri a lastra da 100 mm. Attualmente è previsto il supporto per Nikon Z, Canon RF, Sony E e Fujifilm X. Per quest’ultimo attacco però non sembrerebbe esserci attualmente la disponibilità in Italia. Il prezzo ufficiale per il nostro Paese è invece fissato a 479 euro con disponibilità in circa due settimane. LEGGI TUTTO