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    NASA Ingenuity: NASA Perseverance cattura una nuovo foto del drone marziano

    Nella giornata di ieri avevamo scritto del 24° campione raccolto dal rover NASA Perseverance nella sua risalita del delta del fiume che un tempo riempiva il cratere Jezero su Marte. Il rover statunitense della missione Mars 2020 ha anche completato tutta una serie di operazioni compresa la raccolta di nuove immagini con le fotocamere Mastcam-Z per realizzare una nuova panoramica di questa zona del Pianeta Rosso e riprendendo anche il drone NASA Ingenuity.

    Click sull’immagine per ingrandire
    Alla fine di febbraio, grazie all’utilizzo di SuperCam, lo stesso rover aveva catturato un’immagine del Mars Helicopter danneggiato aggiungendo ulteriori dettagli all’ultimo volo del primo drone marziano. Come sappiamo l’elicottero non volerà più in quanto troppo danneggiato per tentare di sollevarsi nuovamente. I dati raccolti in 72 voli sono comunque inestimabili pensando ai modelli che arriveranno in futuro su Marte o diretti verso altri mondi da esplorare (come Dragonfly su Titano, la luna di Saturno).
    Nell’immagine catturata il 4 aprile durante il sol 1110 della missione Mars 2020 NASA Perseverance ha impiegato la fotocamera Mastcam-Z di sinistra (non al massimo ingrandimento) per riprendere la zona ricca di dune dove si trova NASA Ingenuity. Questa dovrebbe essere la minima distanza raggiungibile (circa 300 metri) dal rover prima di allontanarsi per continuare l’esplorazione lasciandosi alle spalle il drone marziano.

    A sinistra si può notare la pala persa dal drone, a destra il drone adagiato sulla duna
    Da questa prospettiva si possono vedere sia l’elicottero marziano che si trova sul fianco di una duna (verso la sommità) sia la pala persa. Attualmente il JPL non ha ancora rilasciato il risultato dell’indagine su quanto accaduto durante il 72° volo avvenuto il 18 gennaio 2024 nel campo volo Chi. Ci sono diverse ipotesi come la possibilità che la pala abbia ceduto sbilanciando l’elicottero che avrebbe tentato un atterraggio d’emergenza oppure un problema che avrebbe fatto impattare NASA Ingenuity con il suolo danneggiando la pala.
    Ricordiamo che questo è il primo drone che ha volato su un altro pianeta. Si tratta di un nuovo modo di esplorare pianeti e satelliti con atmosfere abbastanza dense da permettere il volo. La NASA ha pensato di realizzare un modello relativamente economico e con componenti disponibili non necessariamente dedicati al settore spaziale (off-the-shelf). Per questo NASA Ingenuity non aveva strumenti sofisticati a bordo se non una fotocamera a colori ad alta risoluzione utilizzata anche su smartphone e tablet commerciali. I risultati ottenuti sono stati molto incoraggianti e in futuro vedere volare droni su altri mondi al di fuori della Terra sarà una consuetudine. LEGGI TUTTO

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    Ecco la fotocamera da 3,2 miliardi di pixel dell’Osservatorio Vera Rubin. È la più grande al mondo

    Dopo nove anni di intenso lavoro, gli scienziati hanno finalmente portato a termine un’impresa colossale: la costruzione della più grande fotocamera digitale mai realizzata per l’astronomia. Con i suoi 3,2 miliardi di pixel, la fotocamera LSST (Legacy Survey of Space and Time) dell’Osservatorio Vera Rubin rappresenta un traguardo senza precedenti nella storia dell’esplorazione spaziale.

    Come abbiamo già scritto, questa titanica realizzazione, frutto della collaborazione tra numerosi enti di ricerca, segna l’inizio di una nuova era nell’osservazione del cosmo. L’Osservatorio Rubin, situato nel deserto cileno di Atacama, sfrutta questa incredibile fotocamera per catturare immagini ad altissima risoluzione del cielo australe.

    Le dimensioni stesse della fotocamera LSST sono semplicemente sbalorditive: con un diametro di circa 5,5 piedi (1,65 metri) e una lunghezza di 9,8 piedi (3 metri), è grande quanto una piccola automobile e pesa quasi 6.200 libbre (2.800 kg). Questo gigante tecnologico è stato progettato per visualizzare la luce dalle lunghezze d’onda del vicino ultravioletto al vicino infrarosso (0,3-1 μm), con un campo visivo di 3,5 gradi e una risoluzione pixel ottimizzata rispetto alla sensibilità.

    Al cuore della fotocamera si trova un mosaico di 189 rilevatori al silicio da 16 megapixel, disposti su 21 “zattere” per fornire un totale di circa 3,2 gigapixel. Questa potenza di imaging senza pari consentirà all’Osservatorio Rubin di catturare immagini di qualità estremamente elevata, con tempi di inattività e manutenzione minimi.

    L’obiettivo principale dell’Osservatorio Rubin è il Legacy Survey of Space and Time (LSST), un’osservazione dello spazio ampia e quasi costante della durata di 10 anni. Questo sforzo produrrà una quantità sbalorditiva di dati, pari a 60 petabyte, sulle componenti fondamentali dell’universo, come la composizione della materia oscura, l’energia oscura e l’espansione dell’universo stesso.

    La fotocamera LSST sarà in grado di scattare un’esposizione di 15 secondi del cielo ogni 20 secondi, cambiando automaticamente i filtri per visualizzare la luce in ogni lunghezza d’onda dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso. Il suo costante monitoraggio dei cieli finirà per equivalere a un timelapse continuo, evidenziando eventi fugaci su cui altri scienziati potranno addestrare i loro telescopi.
    “Presto inizieremo a produrre il più grande film di tutti i tempi e la mappa più informativa del cielo notturno mai realizzata”, ha dichiarato con entusiasmo Željko Ivezić, astrofisico dell’Università di Washington e direttore della costruzione dell’Osservatorio Rubin.

    Nonostante la sua posizione privilegiata nel deserto di Atacama, l’Osservatorio Rubin dovrà affrontare una sfida crescente: l’inquinamento luminoso causato dai satelliti in orbita terrestre bassa. Le attuali costellazioni di satelliti, come quella di SpaceX, potrebbero apparire nel 30% delle immagini della fotocamera LSST, creando strisce luminose fastidiose.
    Con il completamento della fotocamera LSST, l’Osservatorio Vera Rubin è pronto a iniziare la sua esplorazione dei cieli australi. Le prime immagini pubbliche sono attese per marzo 2025, dopo che saranno completati gli ultimi preparativi, come la spedizione sicura della fotocamera in Cile e l’ultimazione della cupola dell’osservatorio. LEGGI TUTTO

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    Sensazionale su Amazon: NIkon Z30 solo corpo, garanzia Nital 4 anni, solo 582€ (minimo storico)!

    Sono cose che succedono ogni tanto e attenzione perché il prezzo può salire in qualsiasi momento: abbiamo trovato una super offerta Nikon su Amazon che propone a mirrorless
    Z30 solo corpo al prezzo di 582€!

    Ricordiamo brevemente le specifiche principali di questo magnifico apparecchio mirrorless: sensore
    CMOS in formato DX da 20,9Mpixel con funzione e-VR, quindi stabilizzazione elettronica che va a sommarsi alla stabilizzazione ottica di cui sono provviste ormai quasi tutti gli obiettivi (che Nikon indica con la sigla
    VR). Troviamo poi un monitor touchscreen da 3 pollici ad angolazione
    variabile, ideale anche per vlog in prima persona o selfie. Notevole il
    microfono stereo integrato, ad alta sensibilità. La sensibilità ISO nativa va da
    da 100 a 51.200 in step da 1/3 EV (espandibile fino a 204.800 ISO).
    L’autofocus è di tipo ibrido a contrasto di fase, mentre da citare è
    anche la frequenza di scatto di 11 fps. Presente la connettività Wi-Fi e
    Bluetooth, il peso è di circa 405 grammi, mentre la batteria utilizzata è la
    Li-ion EN-EL25. In dotazione viene fornita anche una scheda SD Lexar
    800x da 64GB.

    Ecco alcuni esempi di obiettivi serie Nikkor Z compatibili. LEGGI TUTTO

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    Ricoh GR III HDF e Ricoh GR IIIx HDF: le fotocamere con filtro HDF incorporato

    Non un modello completamente nuovo ma un’evoluzione che comprende l’integrazione di un filtro HDF (Highlight Diffusion Filter). Questo è il concetto dietro alle nuove fotocamere compatte Ricoh GR III HDF e Ricoh GR IIIx HDF. Questo genere di mirrorless è attualmente apprezzato dai fotografi che vogliono corpi macchina compatti, dalle buone caratteristiche e con ottica integrata in grado di poter essere utilizzate per la street photography o per la fotografia da viaggio.

    Come intuibile, la base tecnica è la stessa delle fotocamere di partenza ma l’integrazione di un filtro HDF (Highlight Diffusion Filter) di nuova concezione consente di espandere le possibilità artistiche del fotografo riducendo la necessità di ricorrere alla post-produzione via software su computer. Una tendenza simile è quella delle fotocamere che scattano solamente in bianco e nero senza la possibilità di scegliere la versione a colori. Un risultato simile lo si può ottenere successivamente in post-produzione senza limitare gli utenti, ma una nicchia particolare di persone possono desiderare avere questo genere di dispositivi (con tutti i limiti tecnici del caso, ma ampliando la propria creatività).

    Le nuove Ricoh GR III HDF e Ricoh GR IIIx HDF con filtro HDF
    Grazie al nuovo filtro HDF, Ricoh GR III HDF e Ricoh GR IIIx HDF possono realizzare immagini morbide, con aree di luce diffusa e effetto sfocato sui bordi. Il filtro può essere disattivato con un semplice selettore e quindi tornare a immagini con contorni più netti e chiari, come per i modelli di partenza.

    Ricoh ha sfruttato la sua conoscenza nella tecnologia di stampa a getto d’inchiostro per realizzare questa nuova versione e l’idea è quella di richiamare le fotografie nostalgiche simili a quelle catturate nella fotografia su pellicola. Il pulsante di scatto ha ora una colorazione argento-grigia per simboleggiare il cambiamento nell’espressione visiva. Anche l’impostazione predefinita del pulsante Fn (funzione) è stata modificata proprio per attivare o disattivare il filtro HDF.

    L’utente può poi preprogrammare fino a tre diverse impostazioni del bilanciamento del bianco così da richiamarle semplicemente all’occorrenza. I nuovi modelli hanno poi la funzione Zone Select AF per l’impostazione automatica della messa a fuoco nel punto più appropriato dopo che l’utente ha spostato l’area di messa a fuoco nella zona desiderata.

    Ricoh GR III HDF utilizza un’ottica integrata con 6 elementi suddivisi in 4 gruppi con 2 elementi asferici. Ricoh GR IIIx HDF ha adotta invece 7 elementi suddivisi in 5 gruppi con 2 elementi asferici. La lunghezza focale della prima è pari a 18,3 mm (equivalente a 28 mm) mentre la seconda ne ha una di 26,1 mm (equivalente a 40 mm). In entrambi i casi l’apertura del diaframma varia da f/2.8 a f/16. Il sensore ha una risoluzione di 24,24 MPixel con la sensibilità ISO che varia da 100 fino a 102400. Il prezzo al pubblico di Ricoh GR III HDF sarà pari a 1149,99 euro mentre e Ricoh GR IIIx HDF sarà pari a 1199,99 euro con disponibilità tra la metà e la fine di aprile 2024. LEGGI TUTTO

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    Nuovo obiettivo Tamron 28-75mm F/2.8 Di III VXD G2 per Nikon Z

    Tamron presenta l’obiettivo 28-75mm F/2.8 Di III VXD G2 in versione per baionetta Nikon Z. La nuova ottica vede alcuni piccoli miglioramenti rispetto al modello precedente, che era già declinato in casa Tamron dal 2018 (e successivamente in casa Nikon con il Nikkor Z 28-75mm f2.8), ma con meno lenti.
    Tamron 28-75mm F/2.8 Di III VXD G2 per Nikon

    La nuova versione, infatti sfrutta un design ottico da 17 elementi in 15 gruppi (contro i 15/12 del modello precedente): il nuovo schema ha permesso di guadagnare un centimetro in termini di distanza minima di messa a fuoco (18 cm vs. 19 cm) e quindi di aumentare leggermente il rapporto d’ingrandimento.
    Nonostante ci siano più lenti all’interno del barilotto, la nuova ottica pesa leggermente meno del modello precedente (550 grammi vs. 565 grammi). Rispetto al vecchio modello con motore di messa a fuoco RXD, il nuovo motore passo passo VXD dovrebbe garantire una velocità di messa a fuoco doppia, in grado di stare al passo con i più recenti corpi Nikon. Anche dal punto di vista ottico le prestazioni dovrebbero essere migliorate.
    Il nuovo obiettivo Tamron 28-75mm F/2.8 Di III VXD G2 per Nikon Z sarà disponibile, anche in Italia, a partire dal 18 aprile prossimo. LEGGI TUTTO

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    Albertino svela la nuova m2o: “Sarà la mia radio dance, per tutti. E con i big mondiali al mixer”

    Albertino, la storia di Radio Deejay. E dalla dance. Dal primo aprile direttore di m2o. In un paese musicalmente asfittico, sarà come un lancio nello spazio. Un ritorno all’essenza del mezzo. La radio come fonte di arricchimento, non più come mero sottofondo. Un punto di riferimento per un ‘movimento’ smarrito. “Nessun network oggi c’entra qualcosa […] LEGGI TUTTO

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    Chi erano i componenti dei Queen

    La più famosa e conosciuta band musicale di rock britannico è quella dei Queen. Il gruppo nasce a Londra nel 1970 ed era composta del grande frontman Freddie Mercury (cantante, pianista e compositore), dal chitarrista Brian May, il batterista Roger Taylor ed il bassista John Deacon che completerà la band nel 1971. I Queen ed […] LEGGI TUTTO