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    Leica M11: nuova immagine della fotocamera che sostituirà Leica M10

    Era l’inizio del 2017 quando il produttore tedesco presentò al Mondo la mirrorless full-frame Leica M10. Ora, a distanza di quasi cinque anni è in arrivo la nuova soluzione che incarnerà quello che è stato il progresso nel campo fotografico: Leica M11 è quasi pronta a essere mostrata a tutti gli appassionati del brand.

    L’immagine trapelata grazie a Nokishita (fonte)
    Mentre si aspetta la data di presentazione ufficiale (probabilmente nella prima parte del 2022), sono trapelate informazioni e un’immagine della nuova fotocamera. Nonostante le differenze rispetto alla versione attuale siano poche, del resto bisogna mantenere una certa stabilità nel design, all’interno ci potrebbero essere interessanti novità. Ovviamente tutte la confermare.
    Leica M11: la nuova immagine della mirrorless full-frame
    Secondo le ultime informazioni sembra che la nuova fotocamera full-frame avrà un nuovo sensore da 60 MPixel di risoluzione. Si tratta di un salto in avanti rispetto ai 24 MPixel della versione standard di Leica M10 e superiori anche ai 40 MPixel della versione “ad alta risoluzione” conosciuta come M10-R.
    Il sensore non avrà la stabilizzazione ottica integrata (IBIS). Scattando in RAW sarà possibile selezionare diverse risoluzioni (50 MPixel, 36 MPixel e 15 MPixel) così da evitare di creare file enormi inutilmente.

    All’esterno da Leica M10 a Leica M11 cambia il posizionamento del pulsante di messa a fuoco, che sarà nella zona superiore. Le tre ghiere superiori principali rimarranno nella stessa posizione. Il preselettore del campo d’immagine anteriore (28/90mm 35/135mm e 50/75mm) è stato spostato più vicino al bordo dell’attacco obiettivo.
    La zona inferiore sarà simile a quella di Leica Q2 e differente rispetto a Leica M10. Non ci sarà quindi il baseplate ma una parte inferiore più convenzionale. Sarà supportata la connettività USB Type-C, Wi-Fi 5GHz/2,4GHz e Bluetooth. Non mancherà poi il tethering. Il prezzo non è ancora stato rivelato ma Leica M11 potrebbe avere un costo leggermente superiore al precedente modello (che al lancio era di 6600 euro).
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    Le fotografie dell'eclissi solare in Antartide vista dallo Spazio e da un aeroplano

    Il 4 Dicembre 2021 in Antartide c’è stata un’eclissi solare che ha dato spettacolo (come già accaduto in passato). Per via della sua posizione, gli osservatori sono stati molto pochi ma questo non ha comunque scoraggiato fotografi e ricercatori dall’osservare il particolare fenomeno dal catturare immagini mozzafiato.

    Una delle più impressionanti è stata quella di Petr Horálek (qui il suo profilo Instagram) che si trovava su un volo aereo proprio nella zona dell’ombra proiettata dalla Luna sul nostro Pianeta. Questo ha permesso al fotografo di ottenere uno scatto decisamente particolare con anche la presenza di un secondo aeroplano che si vede nella zona di sinistra. Ma non è l’unica immagine sensazionale.
    L’eclissi solare fotografata da Terra e dallo Spazio
    La fotografia di Petr Horálek è stata così ben realizzata da essere inserita tra le “immagini del giorno” della selezione della NASA. Come si può leggere nella descrizione ufficiale, per osservare il fenomeno sono decollati degli aeroplani con rotta appositamente studiata per riuscire a vedere la fase della totalità.

    Click sull’immagine per ingrandire alla massima risoluzione
    Osservando l’immagine si può vedere l’eclissi solare come un puntino dove viene esaltata la zona scura della Luna. Tutto attorno c’è invece “l’anello di fuoco” del Sole. La posizione elevata ha permesso anche di mostrare la zona d’ombra circondata dalle zone più chiare dove la luce solare riesce ancora ad arrivare. Nella zona di sinistra invece si può vedere un altro aeroplano che stava eseguendo la stessa rotta del velivolo sul quale si trovava Horálek. Se si apre l’immagine alla massima risoluzione si può anche notare poco più a destra del Sole un puntino chiaro. Quella non è una stella ma il pianeta Mercurio.
    Per chi volesse organizzare un viaggio per osservare un’eclissi solare potrà puntare ad andare in Australia o in Indonesia ad Aprile 2023. In alternativa lo stesso fenomeno sarà visibile in Nord America un anno più tardi, ad Aprile del 2024.
    Ma c’è un’altra immagine spettacolare! Questa volta siamo a una quota ancora più alta rispetto al volo di un aeroplano. Si tratta di quella catturata dal satellite della NASA DSCOVR (o Deep Space Climate Observatory). Nonostante non sia tra i più recenti essendo stato lanciato nel Febbraio 2015, consente di ottenere fotografie uniche del nostro Pianeta.

    Click sull’immagine per ingrandire alla massima risoluzione
    La sua orbita eliocentrica è nel punto Lagrande 1 (L1) a una distanza dalla Terra di 1,5 milioni di km. Grazie al sito ufficiale della NASA è possibile visionare le immagini catturate da DSCOVR compresa quella dell’ultima eclissi solare di Dicembre 2021. In questo caso si può notare una “macchia scura” nella zona inferiore della Terra che corrisponde all’ombra della Luna (che rimane fuori dal campo visivo).
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    Laowa 85mm f/5.6 Macro APO 2:1, dimensioni compatte e Macro 2x per full frame

    Tra i produttori di ottiche di terze parti Venus Optics ha saputo costruirsi una solida reputazione, soprattutto nell’ambito degli obiettivi Macro. Il produttore continua sulla strada tracciata e annuncia il lancio del nuovo membro della famiglia delle ottiche ad alto rapporto di ingrandimento: Laowa 85mm f/5.6 Macro APO 2:1.
    Si tratta, attualmente del più compatto obiettivo Macro con copertura del formato Full Frame sul mercato: tra le caratteristiche particolari anche il design apocromatico per massimizzare definizione e contrasto dell’immagine.

    Laowa 85mm f/5.6 2x Ultra Macro APO offre un angolo di campo di 28.55° e nasce come ottica ottimizzata per il tiraggio ridotto delle fotocamere mirrorless. Ecco in sintesi i dati principali.
    • Il più compatto obiettivo macro full frame sul mercato• Peso pari a soli 252 grammi• Rapporto d’ingrandimento massimo 2:1 con una distanza minima di messa a fuoco di soli 16,3 centimetri• Design ottico Apocromatico da 13 elementi in 9 gruppi (3 elementi ED)• Messa a fuoco interna• Disponibile in versione telemetro per Leica M
    Prezzo:

    € 449,00+IVA (Canon RF/ Nikon Z/ Sony E)
    € 499,00+IVA (Leica M)

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    Canon EOS R5 e R6: arriva l'aggiornamento con l'inseguimento AF dei veicoli

    Capita spesso che il lancio di un nuovo prodotto porti in dote nuove caratteristiche e tecnologie: a volte queste ultime possono sbarcare tramite aggiornamento firmware anche su modelli più vecchi, che possono beneficiare quindi delle innovazioni studiate per quelli più recenti.
    Una buona notizia arriva oggi per i canonisti: una delle innovazioni introdotte dalla mirrorless full frame sportiva Canon EOS R3, viene portata anche sulle sorelle più piccole EOS R5 ed EOS R6. Parliamo della funzione che più ci ha impressionato durante il primo contatto con la fotocamera a bordo pista: il riconoscimento dei soggetti per il tracking AF per i veicoli.

    AF con riconoscimento dei veicoli anche per EOS R5 e R6
    Canon annuncia, infatti, una serie di aggiornamenti firmware per EOS R5 (firmware v1.50) ed EOS R6 (firmware v1.50): tra le nuove funzioni dell’update troviamo proprio l’introduzione, all’interno della gamma di soggetti riconoscibili dalle fotocamere, della voce ‘Veicoli’. Questa funzionalità, ereditata da EOS R3, consentirà ai due modelli di fotocamera di tracciare automobili e moto da corsa. L’aggiornamento inoltre perfeziona il tracking AF di persone, ottimizzando il rilevamento degli occhi e del viso anche quando si indossa la mascherina, oltre ad migliorare il rilevamento del corpo. L’aggiornamento per EOS R5 ed EOS R6 consente di impostare un bilanciamento del bianco personalizzato in modalità Live View, semplificandone il controllo manuale.

    Grazie a quest’ultimo aggiornamento, EOS R5 è, inoltre, ora compatibile con il sistema EOS VR e l’obiettivo RF 5.2mm F2.8 L DUAL FISHEYE, permettendo ai creatori di contenuti di effettuare riprese immersive per la realtà virtuale. L’aggiornamento offre anche il supporto manuale continuo per l’obiettivo RF 70-200mm F4L IS USM , anche con AF attivo.
    Aggiornamenti anche per EOS-1D X Mark III

    Beneficia del lavoro fatto sugli algoritmi AF anche l’ammiraglia reflex EOS-1D X Mark III, che riceve il nuovo firmware v1.60: l’aggiornamento potenzia la funzione di rilevamento applicata agli sport invernali, consentendo alla fotocamera di riconoscere la testa dei soggetti che indossano casco e occhiali protettivi.
    Per tutti i modelli, il firmware assicura che i fotografi non possano trasferire i file per errore premendo il multi-controller quando l’opzione “Trasf. con SET” è impostata per il trasferimento FTP. In precedenza, EOS-1D X Mark III utilizzava pulsanti separati per i memo vocali e la classificazione delle immagini, ma grazie alle nuove impostazioni gli utenti possono utilizzare un unico pulsante per eseguire entrambe le funzioni contemporaneamente.
    Gli aggiornamenti firmware per EOS R5, EOS R6 ed EOS-1D X Mark III saranno disponibili per il download dal 2 dicembre 2021, collegandosi alla pagina del centro di assistenza in lingua italiana.

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    Una Leica MP nera del 1957 è stata venduta per 1,2 milioni di euro all'asta

    Durante la trentanovesima asta Leitz Photographica sono stati venduti pezzi di pregio che hanno raggiunto cifre da capogiro. L’esempio più lampante della “potenza” del marchio tedesco è data da un esemplare in particolare: una Leica MP con colorazione nera risalente al 1957 che è stata venduta per 1,2 milioni di euro. Una cifra alta dovuta a una serie di fattori come la rarità del modello e le condizioni di conservazione.

    Questo non è comunque l’unico esemplare che ha illuminato il palco dell’asta. Altri modelli, pur non raggiungendo cifre così elevate, hanno permesso ai fortunati venditori (e ai danarosi acquirenti) di dimostrare come il collezionismo possa raggiungere livelli elevatissimi. Soprattutto quando si tratta di marchi attrattivi come Leica. Ecco alcuni esempi.
    Una Leica MP nera del 1957 da ben 1,2 milioni di euro
    Questo modello fu presentato alla fiera Photokina del 1956. Si trattava di una fotocamera diversa rispetto a una Leica M3, che in passato ha comunque raggiunto cifre ragguardevoli, con numero di serie univoco (in questo caso 55). Anche il numero di unità complessive prodotte è stato decisamente limitato arrivando a solamente 412 esemplari. Si tratta quindi di uno dei modelli più rari di sempre. Ma non è finita qui!

    Le Leica MP con colorazione nera sono state solamente 141 e sono state impiegate principalmente da professionisti (come i fotografi dell’agenzia Magnum). L’insieme di queste caratteristiche l’ha resa un oggetto del desiderio per molti appassionati tanto da raggiungere cifre elevate, come 1,2 milioni di dollari.

    Le condizioni dell’esemplare in vendita all’asta Leitz Photographica sono state valutate come A-. Questo significa che è in buone se non ottime condizioni. Ci sono solo minimi segni d’usura, ma del resto è un modello del 1957 restaurato parzialmente da Leitz negli anni ’70. Insieme alla fotocamera è venduto anche un Leicavit MP di colore nero.

    Come ricordato dagli stessi banditori “la Leica MP è una delle fotocamere Leica più importanti realizzate e probabilmente quella che ha dato il via alla tendenza delle fotocamere M con vernice nera utilizzate dai professionisti e amate dai collezionisti al giorno d’oggi”.
    Altri esemplari da collezione venduti alla 39° Leitz Photographica
    Tra le altre rarità andate all’asta negli stessi giorni troviamo l’obiettivo Summarit M 1.4/5cm e in particolare si tratta del primo prototipo di questo modello con numero seriale A. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a condizioni perfette con alcuni particolari unici come la zigrinatura invertita sull’anello di messa a fuoco o la linguetta con forma non comune. Questo gli ha permesso di essere venduto a 264 mila euro.

    C’è poi una fotocamera Leica M3 con colorazione nera e obiettivo Summilux 1.4/50mm venduti in Svezia nel 1959. Certo, non è stata raggiunta la quotazione della Leica MP, ma si tratta pur sempre di un lotto battuto per 264 mila euro.

    Sempre in tema di fotocamere e obiettivi, è stata venduta anche una Leica M1 con colorazione verde oliva e con stampigliato Bundeseigentum. La parte superiore in ottone verniciato è del tipo MP e solamente 75 unità sono state realizzate in questo modo. Compreso nel lotto c’è un obiettivo Elmar 3.5/5cm ed entrambi sono stati consegnati nel 1961. Il prezzo al quale è stato battuto questo lotto è pari a 26.400 euro.

    Forse più interessante è il Contax Rifle 543/75 (battuto per 120 mila dollari). Si tratta di un accessorio per le fotocamere Contax sviluppato per i Giochi Olimpici del 1936 dal fotografo sportivo Lothar Rübelt. Non ne esistono molte unità conosciute e in questo lotto l’acquirente lo avrà insieme a un obiettivo Sonnar 2.8/18cm cromato e a un corpo macchina Contax II con un mirino aggiuntivo.

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    Nuovo passo avanti per la ''fotocamera'' da 3,2 Gigapixel dell'osservatorio Vera Rubin

    Poco più di un anno fa abbiamo scritto delle prime prove di scatto della “fotocamera” più grande del Mondo. Si tratta di quella che sarà installata nell’Osservatorio Vera Rubin (conosciuto anche come LSST o Legacy Survey of Space and Time). La sua risoluzione complessiva è pari a 3,2 Gigapixel ottenuta sfruttando 189 sensori d’immagine da circa 16 MPixel ciascuno.

    Il team che si sta occupando di sviluppare questo sistema ha raggiunto un nuovo traguardo. In particolare i sistemi di raffreddamento della fotocamera da 3,2 Gigapixel hanno funzionato insieme correttamente dopo la prima prova avvenuta a Gennaio 2021. Del resto tutta quell’elettronica genera molto calore che deve essere tenuto a bada per evitare problemi.
    La fotocamera da 3,2 Gigapixel dell’osservatorio Vera Rubin
    Come spiegato dagli ingegneri che stanno assemblando gli strumenti scientifici e in particolare la parte ottica la fotocamera di LSST genera molto calore stimato in “circa dieci volte in più rispetto alle prime fotocamere astronomiche”. Per questo c’è bisogno di un complicato sistema di raffreddamento che non generi però vibrazioni che comprometterebbero l’osservazione.

    Un problema complesso ma non irrisolvibile. Sono stati sviluppato due sistemi separati chiamati Cold e Cryo. Il primo raffredda l’elettronica di gestione mentre la seconda si occupa del raffreddamento dei sensori CCD che catturano l’immagine. Come scritto sopra, all’inizio di quest’anno questi due sistemi hanno funzionato per la prima volta all’unisono, ma Cryo era stato realizzato con componenti provvisori per test. Inoltre erano stati rilevati alcuni problemi nel sistema Cold.

    Da Gennaio fino all’inizio dell’autunno gli ingegneri e i tecnici hanno lavorato per completare questa parte. Così il sistema Cold è stato avviato il 27 Settembre raffreddando l’elettronica tra i -10°C e i 10°C risolvendo al contempo anche i problemi rilevati in precedenza.
    Si è poi pensato al sistema Cryo con i nuovi componenti definitivi. Sono stati eseguiti cicli di accensione/spegnimento raggiungendo una temperatura minima di -100°C. I test di entrambi i sistemi hanno bisogno di molto tempo per essere svolti: dalle 12 alle 18 ore. Attualmente non sono stati segnalati problemi, così il team potrà guardare ai prossimi passaggi.
    Dopo il sistema di raffreddamento, si guarda avanti
    Nei prossimi mesi il team inizierà i test per la parte elettro-ottica così da ottimizzare le prestazioni del piano focale. Si tratta di poter provare la parte dei sensori CCD, l’elettronica della scheda di lettura e i sistemi termici in contemporanea. Ci saranno poi dei test ulteriori per verificare che tutto funzioni correttamente nelle condizioni quasi definitive.

    Questa ultima parte avrà una durata di circa sei settimane dove saranno raccolte moltissime immagini di test. Si analizzeranno quindi dati come diffusione, rumore, pixel caldi e freddi, guadagno, diafonia, non linearità e altro ancora. Se tutto andrà bene, la fotocamera da 3,2 Gigapixel potrà essere spedita in Cile l’anno prossimo per l’integrazione con la struttura principale.
    Le dimensioni della fotocamera (compresa la parte ottica ed elettronica) sono pari a 1,65 x 3 metri con un peso di 2800 kg. La capacità del sistema gli consentirà di catturare dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso permettendo l’analisi scientifica di moltissimi corpi celesti. Tra le lenti ne troviamo una da 1,57 metri di diametro e una da 1,2 metri. Il campo di visione è pari a 3,5° con pixel da 10 μm. La superficie dei sensori ha un diametro di 64 cm generando dati RAW al ritmo di 3 GB/s.
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    L'Outstanding Contribution to Photography dei SWPA 2022 è stato assegnato a Edward Burtynsky

    In queste ore la World Photography Organisation ha annunciato una novità riguardante i Sony World Photography Awards 2022 (SWPA 2022). Si tratta dell’assegnazione del premio Outstanding Contribution to Photography a Edward Burtynsky. Si tratta di un ulteriore riconoscimento alla sua già grande carriera di fotografo di fama mondiale.

    Il fotografo canadese è divenuto famoso per le immagini che ritraggono paesaggi industriali e per il suo impegno per mostrare attraverso le fotografie la crisi ambientale che sta coinvolgendo tutto il Mondo. Alcuni dei suoi lavori sono stati per esempio visibili all’interno di Anthropocene, mostra che è stata ospitata anche al MAST di Bologna negli scorsi anni.
    Edward Burtynsky ha vinto l’Outstanding Contribution to Photography
    Grazie alla qualità dei suoi lavori il fotografo canadese si è aggiudicato il riconoscimento all’interno dei Sony World Photography Awards 2022. Oltre una dozzina di sue opere saranno esposte presso la Somerset House di Londra per la mostra dei SWPA 2022. L’Outstanding Contribution to Photography è assegnato a singoli o gruppi che con il loro lavoro hanno avuto un forte impatto sul mezzo fotografico.

    Lo stesso fotografo ha commentato l’assegnazione del premio dicendo “sono entusiasta di accettare questo riconoscimento. In questi 40 anni di lavoro, ho avuto il privilegio di vedere il Mondo, comprendere i problemi che stiamo affrontando ed esserne testimone con la mia fotocamera”.
    Le fotografie sono state scelte direttamente da Edward Burtynsky per cercare di riassumere quarantanni di carriera e le tematiche principali affrontate. Ovviamente non potevano mancare anche alcune immagini tratte da Anthropocene (era che è ampiamente influenzata dai comportamenti dell’essere umano).

    Facendo un salto indietro di nove anni (dal 2018 al 2009) ci saranno poi alcune opere tratte da un’altra serie chiamata Oil. Per comporla, il fotografo ci ha impiegato ben dodici anni e racconta, come intuibile dal nome, del ciclo del petrolio. Questo comprende le fasi estrattive passando per la distribuzione e l’utilizzo. Lo scopo è esaltare (non in senso positivo) la dipendenza dell’essere umano da questa fonte non rinnovabile. Non mancheranno poi opere che si trovano in Salt Pans (del 2016), Water (2013) e la meno recente Railcuts (1985).
    Edward Burtynsky porterà anche gli scatti del suo ultimo lavoro dal titolo Africa (2022). Si tratterà di un’anteprima assoluta per il Regno Unito che mostra sia la parte selvaggia del continente africano sia le trasformazioni subite a causa dell’essere umano. Il fotografo ha aggiunto “gli scatti che ho scelto per la mostra si possono considerare un unico corpus di lavori, perché, insieme, elevano un lamento di fronte alla natura che soccombe”.
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    Albertino svela la nuova m2o: “Sarà la mia radio dance, per tutti. E con i big mondiali al mixer”

    Albertino, la storia di Radio Deejay. E dalla dance. Dal primo aprile direttore di m2o. In un paese musicalmente asfittico, sarà come un lancio nello spazio. Un ritorno all’essenza del mezzo. La radio come fonte di arricchimento, non più come mero sottofondo. Un punto di riferimento per un ‘movimento’ smarrito. “Nessun network oggi c’entra qualcosa […] LEGGI TUTTO