More stories

  • in

    Presentato il nuovo obiettivo Laowa 7.5mm f/2 MFT con Apertura Automatica

    All’inizio di Maggio, Venus Optics aveva presentato l’Argus 33mm f0.95 dedicato alle fotocamere con sensore APS-C. Ora la società cinese torna con un nuovo obiettivo, il Laowa 7.5mm f/2 MFT con Apertura Automatica, che è già disponibile anche per il mercato italiano grazie alla distribuzione ufficiale.

    Il produttore ha dichiarato che questa è l’ottica con la minore lunghezza focale con apertura di f/2 all’interno del portafoglio prodotti compatibili con l’attacco MQT (Micro Quattro Terzi). Grazie alla sue caratteristiche si presta a essere impiegata per la fotografia di paesaggio, vlogging, sui droni e per chi vuole un’ottica leggera da portare in viaggio.
    Le caratteristiche tecniche del Laowa 7.5mm f/2 MFT con Apertura Automatica
    Questo modello sfrutta un design ottico con 13 elementi suddivisi in 9 gruppi con tre lenti a bassissima dispersione, due lenti asferiche mentre il vetro esterno ha un rivestimento FEC (Frog Eye Coating). A differenza di altre soluzioni simili (proposte anche da Venus Optics), in questo caso troviamo un chip che si connette al motore che regola il diaframma permettendo di aprire o chiudere l’apertura direttamente dal corpo macchina, trasferendo anche i metadati.

    Rispetto alla controparte manuale, il Laowa 7.5mm f/2 MFT con Apertura Automatica ha un diaframma composto da cinque lamelle e non più sette. Altre caratteristiche riportano un range di apertura che varia da f/2.0 a f/22 permettendo un’ottima flessibilità di utilizzo sia in ambienti con ottima illuminazione sia in notturna.

    L’angolo di visione è pari a 110° e il produttore ha puntato a ridurre il più possibile la distorsione dell’immagine. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 12 cm. Anteriormente è anche possibile utilizzare filtri da 46 mm di diametro, utili per la fotografia paesaggistica.
    Le dimensioni di questo modello sono pari a 53 x 48 mm rispetto ai 50 x 55mm della versione standard. Il peso invece è di 150 grammi con la versione manuale standard che tocca i 170 grammi (quella “leggera” 150 grammi). Il prezzo ufficiale in Italia è pari a 599 euro (+ IVA), uguale a quello della versione “leggera” manuale. LEGGI TUTTO

  • in

    La foto di Masoud Mirzaei è la vincitrice assoluta dei Creative Photo Awards 2021

    In questi giorni è stata annunciata la fotografia vincitrice assoluta dei Creative Photo Awards 2021, concorso internazionale di fotografia artistica e creativa dei Siena Awards. Il premio è stato assegnato al fotografo iraniano Masoud Mirzaei con lo scatto dal titolo “the lake”.

    La fotografia di Mirzaei è stata catturata sulle sponde del lago di Urmia. Questo specchio d’acqua si trova tra l’Azerbaigian orientale e quello occidentale e nei pressi del più grande Mar Caspio. Il fotografo è riuscito a catturare un momento di vita comune conquistando la vittoria tra le migliaia di altre fotografie inviate da 137 nazioni.
    I vincitori dei Creative Photo Awards 2021
    All’interno dei Creative Photo Awards 2021 erano presenti 17 categorie dedicate ai fotografi contemporanei. Oltre all’ottimo risultato ottenuto da Masoud Mirzaei, gli altri scatti che si sono classificati primi in ogni categoria saranno esposti all’interno della mostra dal titolo “I Wonder if You Can” che sarà parte dei Festival Siena Awards (23 Ottobre al 5 Dicembre).

    Al primo posto nella categoria Food si è classificato Claudio Dell’Osa con lo scatto dal titolo “Fish”. Si tratta di un’immagine catturata a Ortona, dove oggetti di uso comune legato al mondo della pesca emergono dal fondale scuro.

    Andre Boto ha vinto la categoria Product con la fotografia intitolata “Car”. Come si può intuire il soggetto è un’automobile dove il gioco di luci e ombre esaltano le linee d’epoca dell’oggetto e lo fanno emergere dallo sfondo in cerca di una nuova purezza dell’immagine.

    “The Sound of Solitude” è stata invece scattata dal fotografo Eric Politzer aggiudicandosi il primo posto della categoria Music. L’immagine cattura una musicista all’interno di una sala da concerto di un cinema dell’Avana (Cuba) in disuso. Un omaggio al mondo dell’arte, della musica ma anche alla nazione e più in generale al Centro America e Sud America.

    Per la categoria Fashion si è classificato primo con “The Colorful Fragile Bubbles” Zejian Li. Con la foto si vuole comunicare il senso di solitudine e fragilità dove la modella e la bolla sono gli elementi che emergono dallo scatto.

    Il fotografo Robert Piccoli ha vinto la categoria Beauty con la fotografia “Composed”. In questo caso si può vedere la rappresentazione del concetto di bellezza con riferimenti alla pace e serenità del corpo, della mente e dell’anima.

    “Losing Our Minds” è stata scattata da Eddy Verloes, vincitore della categoria Open. Il titolo si riferisce all’inizio della pandemia che ha colpito il Mondo durante il 2020 e lo scatto fa parte di una serie omonima legata allo sfruttamento della natura.

    “Hotel Paradise” di Giulio Fabbri è arrivata al primo posto della categoria Experimental. Si tratta di un’immagine composta a partire da più scatti che si fondono in un unico scenario per mostrare l’adattabilità del genere umano.

    Olga Rudenok ha catturato lo scatto “Rembrandt Still Life” per la categoria Still-life. Si tratta di un omaggio al pittore Rembrandt e ai suoi dipinti e in particolare alle nature morte. Una fotografia che effettivamente richiama un vero e proprio quadro d’epoca.

    Steve Wise ha raggiunto il primo posto della categoria People con “Robbie”. Lo scatto ha come soggetto un giovane di nome Robbie che è rimasto gravemente ustionato durante un incidente quando aveva solamente quattro anni.

    Per la categoria Pets il primo posto è andato a Pedro Jarque Krebs con “Priceless”. Si tratta di un ritratto di un rinoceronte che si trova in Germania. Un monito all’uccisione delle specie animali, allo sfruttamento della natura e ai bracconieri.

    Architecture è stata invece vinta da Ingun Alette Maehlum con la fotografia “Eternit”. Una testimonianza delle costruzioni, molto diffuse, che utilizzano cemento mescolato ad amianto che si trovano in Norvegia nonostante questo materiale sia stato bandito ormai da molto tempo.

    “The Flying Bride” del fotografo Soven Amatya ha vinto la categoria Wedding. La foto riprende un matrimonio ebraico e in particolare una danza tipica (chiamata Horah) dove gli sposi vengono lanciati in aria dagli invitati.

    George Mayer ha vinto la categoria Nude con lo scatto dal titolo “Anima”. Si tratta di una serie di ritratti dove hanno partecipato diverse modelle, in questo caso si tratta di Nadezda Korobkova e lo scatto è il numero 6 della serie.

    Hans Wichmann ha vinto la categoria Nature con la fotografia “Palm Grove”. Si tratta di un’immagine catturata dal ponte di una nave da crociera sul fiume Nilo dove emerge una figura umana tra la folta vegetazione con un gioco di luci e ombre che esalta le forme.

    Nella categoria Conceptual ha vinto Jairo Alvarez con lo scatto “Innocence”. L’immagine è stata catturata a Puan in Argentina e vuole far riflettere lo spettatore quando le persone sono intrappolate nei propri pensieri diventando ciechi al mondo circostante.

    Il fotografo Filippo Drudi si aggiudica il primo posto della categoria Abstract con l’immagine “The Fork”. Un omaggio estetico a un elemento che viene preso poco in considerazione: la forchetta. Un oggetto di uso comune che viene definita come sinuosa, elegante, femminile e simmetrica ma minacciosa e seducente.

    Per la categoria Series, si aggiudica il primo posto Astrid Reischwitz con l’insieme di immagini dal titolo “Spin Club Tapestry”. La serie completa è presente sul sito linkato più sopra e prende spunto dalla tradizione dei club di tessitura della Germania settentrionale unendo il mondo della fotografia a quello del cucito. LEGGI TUTTO

  • in

    Adobe Illustrator, InDesign e Lightroom Classic: ora sono app native per Apple M1

    Come sappiamo, già da qualche tempo Adobe sta aggiornando tutta la sua suite di prodotti per supportare a pieno le potenzialità della piattaforma Apple Silicon. Questo dovrebbe permettere di avere prestazioni superiori e una migliore integrazione con l’ecosistema della società di Cupertino e con il chip Apple M1.

    Una delle ultime novità in questo senso riguarda l’arrivo delle app native per Apple M1 di Illustrator, InDesign e Lightroom Classic. Questo significa che il codice è stato rivisto completamente e ottimizzato per la piattaforma così da avere un’efficienza superiore.
    Adobe Illustrator, InDesign e Lightroom Classic per Apple M1
    In una prova di Pfeiffer Consulting (realizzata per conto di Adobe) sono stati impiegati due Macbook Pro da 13″. Entrambe le unità avevano 16 GB di RAM, 2 TB per l’SSD, uno con Apple M1 mentre l’altro con Intel Core i5. Le prestazioni rilevate per la suite Creative Cloud parlano di un incremento prestazionale dell’83% (medio) a tutto vantaggio di Cupertino.
    In tutti i contesti (da Photoshop a Illustrator o InDesign) il vantaggio in alcune operazioni è decisamente a vantaggio delle nuove soluzioni di Apple dimostrando anche come lo sviluppo software di Adobe sia stato più che positivo. Secondo quanto riportato nel blog della società “nel complesso, gli utenti di Illustrator vedranno un aumento del 65% delle prestazioni su un Mac M1 rispetto alle build Intel.Gli utenti di InDesign vedranno incrementi simili, con un miglioramento del 59% delle prestazioni complessive su Apple Silicon”.
    Le altre novità di Creative Cloud
    Le novità non sono comunque finite qui. Per esempio sono stati aggiunti i nuovi pennelli personalizzati in Photoshop per iPad che possono essere sincronizzati con quelli della versione desktop. Si possono scaricare nuove versioni oppure crearne a proprio piacimento e iniziare subito a utilizzarli.

    Grazie alla collaborazione con fotografi famosi sono stati aggiunti nuovi profili predefiniti (70) in Camera Raw e Lightroom. Queste soluzioni sono pensate espressamente per Adobe permettendo agli utenti di dare “un tocco in più” alle proprie fotografie.

    In Lightroom (versioni per Android, iOS, macOS, Windows e web) l’editing collaborativo permette ora una maggiore flessibilità di utilizzo. Questo consente di lavorare “a più mani” su un progetto anche quando si è in smart working (per esempio). Super Resolution non è più limitato a Camera Raw ma ora è disponibile anche in Lightroom e Lightroom Classic che sfruttano sempre le potenzialità dell’AI per migliorare la qualità delle immagini di partenza.

    Un’ultima novità riguarda Photoshop Express che ora ha un nuovo set di funzionalità come levigatura della pelle, content aware healing, face aware liquify e caricatura. Il tutto a portata di dito (attualmente solo per iOS). Le nuove funzioni sono state introdotte dopo aver ascoltato gli utenti così da dare strumenti semplici, veloci da impiegare anche grazie alla tecnologia Sensei (Intelligenza Artificiale). LEGGI TUTTO

  • in

    NASA Juno e l'incontro con il satellite gioviano Ganimede: le prime due fotografie

    Non solo Marte! Anche il resto del Sistema Solare merita una certa attenzione (budget permettendo). In queste ore la sonda NASA Juno ha compiuto un sorvolo ravvicinato con il satellite naturale di Giove, Ganimede. Grazie ai potenti mezzi del Deep Space Network abbiamo già le prime immagini catturate durante l’incontro.

    L’immagine della JunoCam (filtro verde): click per ingrandire
    Ricordiamo che questa missione è partita nel “lontano” Agosto del 2011 raggiungendo Giove nel 2016. Una delle particolarità di questa sonda è che per mantenere traiettorie stabili compie rotazioni sul proprio asse consentendo manovre più semplici. Inoltre, nonostante la lontananza dal Sole (25 volte radiazione solare in meno della Terra), NASA Juno utilizza grandi pannelli solari da 20 metri per l’alimentazione e non un RTG.
    Le immagini di Ganimede catturate da NASA Juno
    NASA Juno è riuscita ad avvicinarsi alla luna più grande di Giove (e più grande anche del pianeta Mercurio), Ganimede, riuscendo a catturare immagini particolarmente dettagliate. Per scattare le fotografie sono state impiegate la JunoCam e la Stellar Reference Unit. Mai nessuna sonda era riuscita ad arrivare così vicino.

    L’immagine della Stellar Reference Unit di NASA Juno
    In entrambi i casi si possono notare i crateri sulla superficie ghiacciata del satellite naturale contraddistinta anche da quelle che potrebbero essere faglie tettoniche. Attualmente ingegneri e scienziati stanno ancora valutando i dati e ci potrebbero volere settimane o mesi per avere le prime conclusioni scientifiche. Ma occasioni come queste sono da cogliere “al volo” vista la difficoltà di realizzare missioni nel Sistema Solare esterno.
    I dettagli delle due fotografie del satellite di Giove
    La JunoCam ha impiegato un filtro verde per catturare l’immagine che è stata scaricata in queste ore. In futuro arriveranno anche le altre catturate con filtri rosso e blu così da fornire una fotografia a colori. Per migliorare la qualità delle fotografie si preferisce utilizzare sensori con pixel che catturino più luce possibile e anziché avere uno schema RGB come i classici sensori commerciali, vengono frapposti filtri colorati. La risoluzione è di ben 1 km/pixel.

    Il sensore CCD della JunoCam dove è possibile vedere i tre filtri colorati
    La Stellar Reference Unit di NASA Juno solitamente serve per leggere la “volta celeste” e permettere un corretto posizionamento della sonda. Questa volta invece è stata impiegata per avere un’immagine in bianco e nero del lato opposto al Sole di Ganimede (illuminato dalla luce riflessa di Giove). In questo caso la risoluzione è variabile dai 600 m/pixel a 900 m/pixel.
    La scelta di utilizzare quella che sarebbe una fotocamera di navigazione è stata voluta. Infatti quel lato del satellite era molto meno illuminato rispetto a quello al Sole, ma la SRU non ha avuto particolari problemi a cogliere i dettagli.
    In futuro arriveranno nuove immagini e saranno disponibili anche le fotografie RAW che potranno così essere elaborate dagli utenti oltre che dagli scienziati. Oltre alle fotografie sono stati raccolti anche dati su composizione, ionosfera, magnetosfera, composizione del ghiaccio e quantità di radiazioni emesse da Giove. LEGGI TUTTO

  • in

    In vendita l'obiettivo Carl Zeiss Planar 0.7/50mm sviluppato per la NASA, utilizzato da Kubrick

    Abbiamo scritto solamente ieri della vendita all’asta di un raro obiettivo Canon EF 1200mm f/5.6L USM realizzato in pochissimi esemplari e con un prezzo da capogiro. Ma il mondo delle aste di materiale fotografico riserva sempre sorprese, come la vendita di un obiettivo Carl Zeiss Planar 0.7/50mm, che è stato sviluppato per le missioni lunari Apollo della NASA e poi utilizzato anche da Stanley Kubrick.

    Quest’iconica ottica è stata messa all’asta da Leitz Photographica Auction, che si aprirà il 12 Giugno 2021. Ovviamente la quotazione di partenza è alto considerando la rarità e le caratteristiche tecniche, ma potrebbe arrivare a ben oltre 100 mila euro (doppiando l’offerta base) se ci saranno acquirenti abbastanza danarosi.
    Carl Zeiss Planar 0.7/50mm: dalla Luna, al cinema alle aste
    Come detto, questo obiettivo è un vero e proprio gioiello della tecnica, pur con qualche anno sulle spalle. Carl Zeiss Planar 0.7/50mm può contare infatti su un’apertura massima di ben f/0.7 con una lunghezza focale “classica” di 50 mm.
    La sua realizzazione risale al 1966 ed è stato pensato inizialmente per le missioni Apollo così da non avere particolari problemi anche in condizioni di illuminazione difficile potendo raccogliere molta luce grazie all’apertura così ampia. Nessun obiettivo al tempo poteva tanto.

    Ma se non bastasse l’utilizzo nello Spazio non fosse abbastanza, questo stesso modello (in tre unità) è stato scelto da Stanley Kubrick per riprendere le scene a lume di candela del film Barry Lyndon. Il regista, per rendere più realistiche le ambientazioni, non ha voluto utilizzare luce artificiale lasciando “parlare” solo la fievole luce delle candele come se lo spettatore si trovasse effettivamente immerso in quell’epoca distante.

    L’unità Carl Zeiss Planar 0.7/50mm all’asta è stata pulita e si presenta “in ottime condizioni”. Questo modello è stato accoppiato a un corpo macchina Nikon F modificato con attacco per treppiede (rimovibile). Vista la rarità del modello (10 unità realizzate) e le sue caratteristiche, il prezzo potrebbe essere anche giustificato. Questo modello in particolare dovrebbe essere uno di quelli utilizzati dalla NASA (sei le unità delle quali si era dotata l’agenzia). Tre sono state consegnate a Kubrick mentre una è rimasta nel museo di Carl Zeiss. LEGGI TUTTO

  • in

    Instax Mini 40: elogio della fotografia imperfetta, ma eterna. La recensione

    La fotografia istantanea ha sempre esercitato un fascino irresistibile su tutti. Negli anni ’60/’70 le fotocamere a sviluppo istantaneo hanno avuto il grande merito di democratizzare la fotografia, e la possibilità di vedere l’immagine stampata subito dopo lo scatto, senza attendere i risultati del laboratorio di sviluppo, ha rappresentato la chiave del loro grande successo.
    Con l’avvento delle fotocamere digitali, prima, e degli smartphone poi, la fotografia si è fatta istantanea per tutti, nel senso che ogni foto scattata poteva essere subito visualizzata, ma si è perso quel piacere della stampa immediata e del poter ‘toccare’ la foto. Instax è stata la grande scommessa dei giapponesi di Fujifilm, proprio quando stava nascendo il mercato delle fotocamere digitali compatte. Il progetto è stato lanciato nel 1998, lo stesso anno del lancio della mitica FujiFilm MX-700 (FinePix 700), una delle fotocamere prime compatte digitali.
    Col senno di poi sarebbe sembrata una pazzia (e in effetti il più famoso marchio di fotocamere istantanee, Polaroid, è stato quasi spazzato via dalle fotocamere compatte), ma invece il progetto è cresciuto nel tempo, ha sopportato la concorrenza degli smartphone ed è stato anche cruciale per i bilanci Fujifilm in alcuni anni difficili. Oggi Instax è una famiglia di prodotti molto variegata, che ha visto in Instax Mini 40 l’ultima nata.
    Instax Mini 40, la più giovane della famiglia

    Nato come sistema totalmente analogico, Instax ha saputo interpretare i bisogni della modernità diventando anche digitale, ma senza snaturare le sue origini e, anzi, facendo del suo DNA il suo più grande punto di forza. Che si parli di fotocamere totalmente analogiche, di stampanti portatili o di fotocamere ibride, le pellicole sono sempre le stesse e il processo di impressione della pellicola e il suo successivo sviluppo, sempre analogiche. Corpi macchina diversi, per esigenze diverse, ma uniti dalle stesse pellicole.
    Instax Mini e Instax Mini 10 sono state le progenitrici della famiglia nel 1998, seguite dalla Wide nel 1999. A poco meno di 20 anni di distanza, nel 2017, è nata poi Instax Square, con il classico formato quadrato. I formati della pellicola Instax hanno una dimensione dell’immagine di 46 mm × 62 mm per Mini, 99 mm × 62 mm per Wide e 62 mm × 62 mm Square: è evidente come escano tutti dallo stesso ‘rotolo’ di pellicola con larghezza 62 mm, tagliato di volta in volta a differenti larghezze.
    Oggi sono molti i modelli in gamma:

    Instax Mini: Mini 11, Mini 40 (nuova), Mini 70, Mini 90 e la particolare fotocamera ibrida 2-in-1 Mini LiPlay, in grado anche di stampare le foto dallo smartphone.
    Instax Square: SQ1, SQ6, SQ20
    Instax Wide 300
    Stampanti Instax: Mini Link e Share SP-03

    Instax Mini 40 è l’ultima nata della famiglia e si presenta come l’istantanea ‘dura e pura’, analogica e pensata nell’estetica per il pubblico maschile. Le funzioni sono ridotte all’osso: l’esposizione è automatica e con essa l’attivazione del flash. Non ci sono modalità da selezionare, l’unica regolazione è la possibilità di tirare l’obiettivo e attivare la messa a fuoco Selfie Mode, che limita. Il fuoco è fisso 0.3m-∞ e in Modalità selfie 0.3 m – 0.5 m. L’ottica a due elementi ha focale 60mm e f/1:12.7. Il mirino è galileiano con ingrandimento 0,37x. La fotocamera è alimentata da 2 batterie stilo AA/LR6, che garantiscono autonomia per circa 10 pacchi da 10 scatti l’uno. Dimensioni e peso sono pari a 104 mm x 121 mm x 65 mm e 330 grammi (senza batterie, tracolla e film pack). Sul frontale, di fianco all’ottica, troviamo lo specchietto per i selfie, un indicatore LED di funzionamento, e il pulsante che fa uscire l’ottica e accende la macchina. Per spegnere la fotocamera è sufficiente spingere l’obiettivo in posizione di riposo. Sul retro, oltre al mirino, è presente un indicatore analogico del numero di scatti rimanenti.
    Elogio della fotografia ‘Imperfetta’
    La massima semplificazione riporta indietro nel tempo a quella fotografia ‘Imperfetta’ di un tempo. Oggi siamo abituati a scattare a raffica, cancellare le foto venute male, iterando il processo fino al raggiungimento di un risultato soddisfacente. Spostando il discorso su un livello più filosofico, continuiamo a cristallizzare istanti e a buttarli via per sempre se non rispettano i canoni dell’estetica moderna. Buttiamo via momenti che non torneranno più. A quanti di voi è capitato di trovare in un cassetto quella foto, magari venuta male, mossa, sovra/sottoesposta, sfocata, ma che fissava su carta un momento irripetibile? L’imperfezione dello scatto è magari l’essenza stessa della foto, non ne cattura la nitidezza, ma l’emozione: scattata in un momento di gioia senza pensare alla triade di otturatore/sensibilità/diaframma, rubata, o magari anche un po’ brilla. Magari se l’avessimo scattata con il cellulare l’avremmo buttata, perdendo quell’attimo per sempre: un fotocamera istantanea invece fissa quell’istante per sempre ed è molto più difficile buttare via una fotografia ‘fisica’, reale, rispetto a cliccare sull’icona del cestino.

    Nella sua massima semplicità la nuova Instax Mini 40 ti sbatte in faccia questo mondo fatto di risultati non sempre controllabili, di instanti fissati su pellicola che bisogna accogliere per quello che sono. Nella società ossessionata dalla perfezione, scattare con una fotocamera come Instax Mini 40 è un esercizio utile, non solo perché fissa ricordi su carta, al di là del nostro giudizio estetico, ma proprio perché fa fare anche un passaggio mentale in più.
    In un mondo in cui sugli smartphone demandiamo tutto all’intelligenza artificiale delle fotocamere, poi, ottenere un risultato perfetto con una fotocamera come Instax Mini 40 è una grande soddisfazione. Chi ha scattato a pellicola sicuramente si ricorda quella trepidazione nell’attesa dei provini e quel misto di soddisfazione e tristezza davanti agli scatti venuti bene o male. La fotografia istantanea unisce la velocità del mondo moderno che vive di istanti, con il sapore della fotografia analogica.

    Il contenitore esausto delle pellicole può facilmente diventare un simpatico portafoto
    Si tratta di oggetti, le fotocamere istantanee, che esercitano un fascino incredibile sui più giovani e sui più piccoli e possono essere un regalo inaspettato, ma in grado di portare uno sguardo diverso al mondo della fotografia per quelle persone che sono nate e cresciute con le immagini virtuali fatte di pixel e poche volte di carta.

    La nuova Instax Mini 40 intercetta un pubblico diverso dalle altre fotocamere della serie: offre grande semplicità e immediatezza dei modelli con estetica più giocosa, ma con un aspetto che non sfigura in mano a un pubblico più serioso, che magari trova già piacere nello scattare con apparecchi un po’ vintage. Dalla sua la nuova Instax Mini 40 ha anche un prezzo decisamente contenuto, di listino sotto la soglia psicologica dei 100 euro, buono sia per un regalo, sia per togliersi uno sfizio. Inoltre la nuova pellicola Contact Sheet accompagna perfettamente lo stile della fotocamera, grazie alla cornice nera a effetto ‘provino’, che aggiunge un’ulteriore aura vintage al sistema. Accoppiata perfetta è anche quella con la pellicola Monochrome.

    Da amante della fotografia passato presto al digitale, devo dire che, inizialmente un po’ scettico di fronte alla grande semplicità della fotocamera, mi sono trovato a scattare più di quello che pensassi. Molto spesso facendo due scatti, uno da tenere e uno da regalare. A conti fatti, anche quello che potrebbe sembrare l’ostacolo d’ingresso più evidente, il prezzo delle pellicole e del singolo scatto, non si fa nemmeno troppo sentire. Anzi, ogni foto ha un ‘valore’, anche quelle imperfette. Inoltre se volessimo stampare una foto dal nostro smartphone, non ne stamperemmo certo solo una, manderemmo in stampa un lotto di molte fotografie, magari nemmeno tutte così importanti o venute bene, anche solo per ammortizzare il prezzo di spedizione. A conti fatti il costo delle foto importanti non sarebbe molto dissimile.

    Leggi anche il nostro articolo ‘Fotografia istantanea, due filosofie a confronto: Polaroid Now e Fuijifilm Instax Mini LiPlay’ LEGGI TUTTO

  • in

    Sigma fp: annunciato un servizio per la sostituzione di ghiera e pulsanti

    Sigma fp è una mirrorless full-frame presentata a metà del 2019 puntando sulla compattezza e sulla possibilità di impiegare obiettivi intercambiabili con attacco L. A Marzo di quest’anno è arrivata la versione aggiornata, chiamata fp L, che riprende il design compatto ma aggiornando parte della componentistica hardware.

    Ora la società nipponica ha annunciato un servizio a pagamento che consente di apportare piccole modifiche al corpo della prima Sigma fp grazie ad alcuni elementi presi in prestito dalla versione più recente. Non si tratta di uno stravolgimento, ma di qualche miglioramento soprattutto in termini di semplicità di utilizzo.

    Sigma fp: si possono modificare ghiera e pulsanti
    Le novità non riguardano la zona del sensore o l’hardware dedicato alla cattura dell’immagine vera e propria. Quindi gli utenti non dovranno aspettarsi un salto qualitativo rispetto alla versione annunciata nel 2019. Ma qualcuno potrebbe comunque considerare questa opzione per migliorarne l’ergonomia.

    Sul sito della società si possono leggere nel dettaglio le modifiche. Si inizia con la ghiera posteriore che, una volta cambiata, darà una sensazione di clic più sicura. Un’altra piccola modifica riguarda il tasto MODE, che con la modifica avrà un’altezza inferiore pur mantenendo la stessa corsa. L’ultima sostituzione riguarda il piccolo coperchietto per l’ingresso del microfono che non avrà più il bordo sporgente. Le parti rimosse e sostituite non saranno riconsegnate all’utente.

    Le operazioni comprendono anche la pulizia del sensore, la pulizia esterna e su richiesta si potrà avere anche l’aggiornamento del firmware all’ultima versione disponibile al momento della consegna.
    Proprio in merito ai firmware, la società aveva annunciato sul finire di Maggio l’arrivo dell’aggiornamento 3.00 per la Sigma fp. Finalmente ci siamo! Sigma ha annunciato la disponibilità effettiva del nuovo firmware che porta diverse migliorie e correzioni di bug ed è quindi consigliata l’installazione a tutti gli utenti che hanno acquistato questo modello. LEGGI TUTTO

  • in

    Sony World Photography Awards: aperte le iscrizioni per l'edizione 2022

    A metà Aprile di quest’anno è stato svelato il vincitore dei Sony World Photography Awards per l’edizione 2021. Ad aggiudicarsi il titolo di “fotografo dell’anno” per quest’ultima edizione è stato Craig Easton anche se i fotografi italiani si sono comunque fatti valere. Ma ora è il momento di guardare avanti!

    La società nipponica ha annunciato l’apertura ufficiale delle iscrizioni per i Sony World Photography Awards, arrivati alla 15ª edizione. Gli utenti possono così inviare le proprie candidature gratuitamente sul sito dedicato alla manifestazione fotografica. La fama e i premi sono quindi distanti solo qualche click.

    Sony World Photography Awards 2022: aperte le iscrizioni
    La World Photography Organisation, ancora una volta in partership con la società nipponica, ha quindi aperto le iscrizioni per uno dei concorsi fotografici più importanti del panorama mondiale. Da un lato quindi i fotografi avranno modo di “sfidarsi” per emergere e avere una nuova voce nel proprio curriculum.

    Per Sony invece si tratta di far risaltare ulteriormente il proprio brand e legarlo indissolubilmente alla fotografia e alla cultura fotografica scoprendo al contempo nuovi talenti del settore. Ancora una volta il concorso sarà suddiviso in diverse categorie, come ormai ci ha abituato da anni:

    Professional, i fotografi presenteranno da 5 a 10 immagini all’interno di ulteriori 10 categorie
    Open, che premia la migliore fotografia in assoluto fra 10 categorie
    Youth, che premia giovani dai 12 ai 19 anni con un tema diverso ogni mese
    Student, pensato per gli studenti di fotografia
    National Awards invece riconosce il miglior fotografo di ogni singola nazione

    La scadenza per l’invio delle proprie fotografie è diversificata in base a quale categoria si sceglierà. Per Professional il termine è il 13 Gennaio 2022 (13:00 GMT), per Open si parla del 6 Gennaio 2022 (13:00 GMT), per Student il limite è fissato al 30 Novembre 2021 (13:00 GMT) e infine Youth ha scadenza mensile con l’ultimo concorso che è fissato per il 31 Dicembre 2021.
    Chi vincerà si aggiudicherà fotocamere e apparecchiature realizzate da Sony. Per chi sarà giudicato come “fotografo dell’anno” e “fotografo dell’anno categoria Open” ci saranno premi in denaro rispettivamente di 25 mila dollari e 5 mila dollari. LEGGI TUTTO