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    Nuovo Sigma 28-70mm F2.8 DG DN | Contemporary, zoom standard per mirrorless full frame compatto

    Negli ultimi anni ci siamo abituati a considerare come zoom standard per le fotocamere full frame l’ottica 24-70mm, ma in tempi più remoti generalmente gli zoom kit, per ragioni di costo e ingombri, partivano da una focale leggermente meno grandangolare, in genere i 28mm. Quattro millimetri potrebbero sembrare pochi, ma a quelle focali possono fare decisamente la differenza in termini costruttivi.
    Sigma con l’ultima sua proposta vuole dare una nuova alternativa nel segmento degli zoom standard e con l’ottica 28-70mm F2.8 DG DN | Contemporary mettere a disposizione uno zoom compatto ad apertura costante per tutti quelli che cercano questa caratteristica, ma trovano eccesivi il peso e le dimensioni, ad esempio, di un modello come Sigma 24-70mm F2.8 DG DN | Art.

    Proprio la compattezza è il punto cardine del nuovo Sigma 28-70mm F2.8 DG DN | Contemporary, che contiene il peso in 470 grammi e la lunghezza totale in poco più di 10 centimetri. Caratterizzato da 16 elementi in 12 gruppi, con 2 lenti FLD, 2 SLD e 3 asferiche, ha un diametro del portafiltri di 67mm e si candida a essere uno dei più compatti della categoria, pur offrendo apertura costante f/2.8 lungo tutta l’escursione focale.

    Offre motore passo passo e messa a fuoco interna, diaframma rotondo a 9 lamelle, innesto in ottone e particolari del barilotto in policarbonato TSC (Thermally Stable Composite), che unisce caratteristiche fisiche di precisione e resistenza alla leggerezza. Minima distanza di messa a fuoco pari a 19cm (grandangolo) e 38 cm alla focale massima.
    Lanciato oggi sarà disponibile per le mirrorless full frame con innesto L-Mount (Sigma, Panasonic, Leica) e Sony E-Mount. LEGGI TUTTO

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    Laowa 65mm f/2.8 2x Ultra Macro APO ora anche per Nikon Z

    Come nel caso di un altro obiettivo di Venus Optics, Laowa 11mm f/4.5 FF RL, anche il Laowa 65mm f/2.8 2x Ultra Macro APO ora ha un nuovo attacco a disposizione! Il produttore cinese ha infatti annunciato che da ora è disponibile la versione per Nikon Z, dedicato quindi alle fotocamere mirrorless del produttore nipponico. Non ci sono novità tecniche di rilievo, ma permetterà agli utenti delle soluzioni Nikon di avere ancora più scelta.

    Le caratteristiche tecniche del Laowa 65mm f/2.8 2x Ultra Macro APO
    Come scritto poco sopra, anche la versione Nikon Z del Laowa 65mm f/2.8 2x Ultra Macro APO si basa su un design ottico con 14 elementi suddivisi in 10 gruppi comprese tre lenti a bassissima dispersione. Quest’ottica in particolare è ottimizzata per le soluzioni con sensore APS-C piuttosto che full-frame, come specificato dal produttore.

    La lunghezza focale è di 65 mm mentre l’apertura massima è di f/2.8 mentre quella minima è di f/22 con un diaframma composto da nove lamelle. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 17 cm con un rapporto di ingrandimento massimo pari a 2:1. L’utente potrà comunque scegliere di utilizzare un rapporto di ingrandimento diverso in base alle esigenze. Anteriormente è possibile inserire filtri da 52 mm di diametro.

    Venus Optics ha aggiunto che puntando proprio alla fotocamere APS-C, questa soluzione cerca di essere compatta e leggera. Questo ha portato le dimensioni a essere pari a 57 x 100 mm mentre il peso si assesta sui 335 grammi. Ricordiamo che il prezzo di questo obiettivo è pari a 399 dollari con attacco Nikon Z (ed è disponibile anche per Fujifilm X, Sony E e Canon M).
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    Laowa 11mm f/4.5 FF RL è ora disponibile anche per Canon RF

    Venus Optics ha presentato in questi giorni la versione per attacco Canon RF del suo obiettivo Laowa 11mm f/4.5 FF RL. L’ottica non è una novità in senso stretto in quanto era stata presentata sul finire di Agosto dello scorso anno per altri attacchi. Ora però anche gli utenti che utilizzano le fotocamere mirrorless full-frame del produttore nipponico potranno utilizzarla senza adattatori. Ecco cosa c’è da sapere.

    Le caratteristiche tecniche del Laowa 11mm f/4.5 FF RL
    Com’è facile immaginare, la base tecnica del Laowa 11mm f/4.5 FF RL è sostanzialmente identica per tutte le versioni, compresa la nuova per Canon RF. Al suo interno troviamo 14 elementi suddivisi in 10 gruppi e sono comprese anche due lenti asferiche e tre lenti a bassissima dispersione per permettere di migliorare la qualità d’immagine.

    Com’è facile intuire dal nome, la lunghezza focale è pari a 11 mm mentre l’apertura massima è pari a f/4.5 e quella minima è invece di f/22. Il diaframma è composto da cinque lamelle che creano una stella a 10 punte nella zona delle luci. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 19 cm mentre l’angolo di visione è di 126°.

    Anteriormente è possibile inserire filtri a vite da 62 mm o filtri quadrati da 100 mm così da poter impiegare, per esempio, filtri ND utili in caso di panorami. Le dimensioni complessive sono pari a 63,5 x 58 mm mentre il peso si assesta sui 254 grammi. Il prezzo del Laowa 11mm f/4.5 FF RL in versione per Canon RF ha un prezzo di 799 dollari. Ricordiamo che sempre per questo modello sono disponibili anche gli attacchi Leica M (nero o argento), Nikon Z, Sony FE e attacco L.
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    Leica APO-Summicron-SL 28 f/2 ASPH. è l'ultima novità tra gli obiettivi della società

    Ci sono stati diversi rumors che ne hanno preannunciato l’arrivo, ma finalmente ci siamo: è stato svelato il nuovo obiettivo Leica APO-Summicron-SL 28 f/2 ASPH.. Si tratta di una soluzione per le fotocamere della serie SL del produttore tedesco (o sulle fotocamere della L-Mount Alliance), come intuibile dal nome, che punta a essere un grandangolo con una buona luminosità per fotografia di interni e di architettura.

    Le caratteristiche del Leica APO-Summicron-SL 28 f/2 ASPH.
    Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del nuovo obiettivo Leica APO-Summicron-SL 28 f/2 ASPH. troviamo una soluzione che sfrutta un design ottico con 13 elementi suddivisi in 10 gruppi. Per aumentare la qualità dell’immagine sono stati impiegati ben sei lenti asferiche delle quali tre lo sono su entrambe le facce. C’è poi un rivestimento per ridurre al minimo i riflessi indesiderati.

    Per la messa a fuoco troviamo motori passo-passo di tipo DSD (Dual Syncro Drive) che puntano a essere precisi ma anche durevoli oltre che veloci. Questo permette di coprire l’intera gamma di messa a fuoco in appena 250 ms. Ovviamente si tratta di una lente di qualità e questo significa avere una serie di guarnizioni a prova di polvere, umidità e spruzzi d’acqua mentre le lenti esterne sono pensate per resistere anche agli eventi atmosferici più avversi. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 24 cm.
    C’è anche un nuovo sistema di messa a fuoco manuale con un anello di messa a fuoco con magneti con polarizzazione alternata. Quando viene utilizzata il sistema monitora la polarizzazione inviando le informazioni al processore e i motori possono modificare il posizionamento delle lenti sulla corrispondente posizione di fuoco sulle basi della rotazione dell’anello. Questo si traduce in una maggiore velocità e precisione, anche con la messa a fuoco manuale.

    L’apertura massima del diaframma è pari a f/2 mentre quella minima tocca gli f/22. Anteriormente è possibile invece utilizzare filtri da 67 mm di diametro. Leica APO-Summicron-SL 28 f/2 ASPH. integra poi sistema di produzione che ne riducono dimensioni e peso pari rispettivamente a 102 x 73 mm e 700 grammi (senza paraluce).
    Attualmente questo nuovo modello è disponibile nel negozio on-line del produttore a un prezzo, per l’Italia, di 4680 euro. Non sono previste altre colorazioni se non quella anodizzata nera.
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    Full Frame Sigma L-Mount con sensore Foveon: la fotocamera si allontana sempre di più

    Si tratta di un parto davvero difficile. Tutti gli appassionati del marchio Sigma non vedono l’ora che veda la luce la fotocamera full frame L-Mount del produttore nipponico con sensore basato sulla tecnologia a strati Foveon X3, ma la data di arrivo sul mercato sembra essere ancora lontana. L’annuncio dello sviluppo era stato fatto all’ultima edizione di Photokina, datata 2018, ma esattamente 12 mesi fa, nel febbraio 2020, Sigma aveva freddato gli animi, annunciando che non era ancora possibile dare un data a causa di grandissimi problemi nello sviluppo.

    Nel suo ultimo aggiornamento il CEO di Sigma Kazuto Yamaki si trova nella posizione di dover ulteriormente rimandare il progetto a data da destinarsi. I problemi incontrati dai tecnici giapponesi nello sviluppo del sensore, come avevamo riportato l’anno scorso, hanno portato a rivedere del tutto il progetto, ripartito praticamente da zero. I problemi erano tali da rendere impossibile la produzione in volumi del sensore. Sigma ha rescisso il contratto con il produttore che avrebbe dovuto realizzare i wafer di silicio per il sensore, cancellato tutti gli schemi e mandato in discarica anche tutta l’attrezzatura che era stata studiata e realizzata per la produzione del sensore.
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    Yamaki ringrazia tutti gli appassionati che credono ancora nel progetto e anche tutti gli impiegati di Sigma che come lui sono focalizzati per riuscire a portarlo a termine, ma ha chiaramente detto che attualmente i piani sono talmente indietro che non è stato nemmeno avviato lo sviluppo del corpo macchina, in attesa di avere le specifiche della nuova versione del sensore.
    Foveon X3: il sensore a strati
    Lo ricordiamo, la tecnologia Foveon è totalmente diversa da quella utilizzata dai normali sensori, che sono formati (semplificando) da uno strato di silicio fotosensibile a tutte le componenti della luce visibile a cui viene sovrapposta una matrice di pixel colorati RGBG per permettere al sensore di leggere i colori dell’immagine; senza essa il sensore sarebbe monocromatico e in grado di ‘vedere’ solo in scala di grigi. Nei sensori con matrice Bayer ogni pixel vede quindi un solo colore e il processo di demosaicizzazione permette poi’, a partire dal colore visto dal pixel e da quelli rilevati dai pixel adiacenti, di ricostruire le tre componenti colore in ogni punto.

    Il sensore Foveon, al contrario, è formato da tre strati di silicio: sfruttando la differente capacità di penetrazione delle diverse componenti della radiazione elettromagnetica, ogni strato è sensibile a una componente colore e in ogni pixel vengono lette tutte le componenti colore. La tecnologia era stata sviluppata dall’omonima azienda statunitense, che nel 2008 era stata acquisita dalla stessa Sigma. Sigma in questi anni ha prodotto diverse fotocamere con sensori Foveon, ma sempre utilizzando il formato ridotto APS-C. L’annuncio della versione full frame era quindi molto atteso, ma come visto potrebbe essere molto più lontano rispetto alle più nere previsioni. LEGGI TUTTO

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    Pentax K-3 Mark III: Ricoh annuncia ritardi nello sviluppo

    Quando arriverà forse sarà la migliore DSLR APS-C sul mercato, attualmente però a tutti gli appassionati toccherà aspettare ancora un po’! Ci riferiamo alla Pentax K-3 Mark III, che è stata svelata inizialmente sul finire dello scorso anno e che avrebbe dovuto raggiungere un buon grado di maturità nel corso del mese di Febbraio 2021. Ma Ricoh ha voluto “raffreddare gli animi” con un comunicato stampa ufficiale.

    Pentax K-3 Mark III arriverà in ritardo rispetto ai piani iniziali
    Secondo quanto riportato dalla società nipponica, l’idea sarebbe stata quella di presentare la nuova Pentax K-3 Mark III durante il CP+ 2021 che si terrà dal 25 al 28 Febbraio 2021 (in forma on-line). Del resto si tratta di una delle fiere della fotografia più importanti al Mondo, se non la più importante. Quindi un palco eccellente dove mostrare fieramente questo ultimo modello.
    Ricoh ha però scritto che “poiché alcune parti del prodotto sono in ritardo, abbiamo stabilito che lo sviluppo richiederà una maggiore quantità di tempo per noi per ottenere le prestazioni eccezionali e la migliore qualità che è il segno distintivo del prossimo modello di punta APS-C”. Questo significa che durante il CP+ 2021 potremo forse vedere qualche piccola novità in merito ma che non saremo ancora ai livelli di prodotto pronto per il mercato.
     
    Il produttore non ha voluto rilasciare, allo stato attuale, una nuova data di lancio ufficiale per la Pentax K-3 Mark III e neanche un prezzo ufficiale di vendita. Anche in questo caso, ci saranno aggiornamenti in futuro quando la situazione sarà più chiara e stabile.
    Ricordiamo che questo modello è una soluzione DSLR con sensore APS-C e baionetta KAF2 in grado di utilizzare ottiche KAF4, KAF3, KAF2, KAF e KA. Secondo quanto riportato il sensore CMOS sarà da 25,73 MPixel con dimensioni di 23,3 x 15,5 mm. Interessante la sensibilità che andrà da 100 a ben 1.600.000 ISO mentre la messa a fuoco utilizzerà la tecnologia SAFOX 13 a 101 punti. La velocità dell’otturatore sarà impostabile da 1/8000″ a 30″ sia in automatico che in manuale.

    Ci sarà anche la stabilizzazione dell’immagine su cinque assi (SR II) in grado di arrivare a compensare fino a 5,5 stop. Il mirino sarà ovviamente ottico (OVF) in grado di coprire il 100% della scena e, come dichiarato in passato, non farà rimpiangere le soluzioni delle full-frame. Nella zona posteriore di Pentax K-3 Mark III ci sarà uno schermo TFT da 3,2″ e da 1.620.000 punti.
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    Nuova ottica Lumix S 70-300mm F4.5-5.6 Macro O.I.S. Telezoom leggero e compatto per le full frame

    Lo sbarco di Panasonic tra i sistemi mirrorless full frame ha portato una serie di interessanti novità per gli appassionati di fotografia. Se le prime uscite della serie S1 volevano tracciare un solco netto, anche in termini di ‘peso’, rispetto al sistema Micro Quattro Terzi, con corpi imponenti atti a dare la sensazione fisica di qualità delle vecchie reflex, con Lumix S5 Panasonic ha messo sul piatto un prodotto molto più consumer anche alla prova della bilancia e negli ingombri. Punto di forza di Lumix S5 è certamente il kit con l’interessante ottica Lumix S 20-60mm F3.5-5.6, con focale minima decisamente più grandangolare rispetto agli zoom standard della concorrenza, caratterizzata inoltre da dimensioni e peso davvero contenuti.

    Ora Panasonic presenta il perfetto completamento di quel kit, con il nuovo obiettivo Lumix S 70-300mm F4.5-5.6 Macro O.I.S., che copre focali da medio tele a tele spinto, senza per altro sacrificare troppa luminosità alla focale massima. La nuova ottica, a differenza di quanto avviene ad esempio con il 70-200mm F4, punta dritta all’utenza consumer, in particolare quella che vuole avere in borsa un telezoom compatto, di ampia escursione focale, magari capace anche di prestazioni macro.
    Il nuovo Lumix S 70-300mm F4.5-5.6 Macro O.I.S. risponde a tutte queste esigenze con un peso di 790 grammi e dimensioni pari a 84x148mm, aggiungendo uno stabilizzatore da 5,5 stop in grado di interfacciarsi anche con quello dei sensori dei corpi macchina per mettere a disposizione il sistema di stabilizzazione Dual I.S. 2. La distanza minima di messa a fuoco è contenuta in 54 centimetri alla focale minima e 74 centimetri a quella massima, con un rapporto di ingrandimento massimo a 300mm di 0,5x (1:2). La presenza di guarnizioni lo rende resistente alla polvere, agli spruzzi e al gelo.

    I tecnici nipponici hanno puntato su uno schema ottico che vede la presenza di 17 elementi in 11 gruppi, con lenti ED,UED e UHR, per ottenere alta risoluzione, sfocato morbido, vignettatura ridotta, sempre mantenendo dimensioni compatte. Il tutto senza l’utilizzo di lenti asferiche, la cui assenza promette una resa delle luci nel bokeh priva di effetto ad anello, uno dei difetti della resa fotografica di questo tipo di vetri. Anche il diaframma rotondo a 11 lamelle contribuisce alla resa dello sfocato.
    Panasonic LUMIX S-R70300 sarà commercializzato nel mercato italiano a partire da maggio ad un prezzo suggerito al pubblico di 1.349,99 €, un costo abbastanza in linea con le ottiche della concorrenza full frame mirrorless. LEGGI TUTTO

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    FUJINON XF50mmF1.0 R WR: massima apertura senza rinunciare all'autofocus. La nostra prova

    Ci sono numeri che fanno venire l’acquolina in bocca ai fotografi. Generalmente sono quelli grandi quando si parla di focale delle ottiche e, al capo opposto, quelli che si avvicinano all’uno o addirittura scendono sotto tale valore quando si parla di apertura di diaframma. Soprattutto in quest’ultimo caso ci sono alcune soglie psicologiche che fanno sempre alzare l’attenzione. F1.0 è certamente una di queste e ha rappresentato molte volte un valore tale da fare notizia. Un valore tale da innalzare alcuni prodotti nell’Olimpo delle creature mitologiche della fotografia.

    Negli anni ’60 la sfida tra i produttori per il maggiore prestigio si giocava anche su questo campo, in particolare sulle ottiche per le fotocamere a telemetro. Canon aveva gettato il guanto della sfida già nel 1955 con un 50mm f/1.2 e Nikon rispose qualche anno dopo limando il valore dell’apertura con il suo Nikkor 50mm f/1,1, ma i tecnici Canon erano già al lavoro per rispondere e poco dopo presentò il suo Canon 50mm f/0,95, che per tutti diventò la ‘Dream Lens’. Leica ha giocato spesso questa partita, dapprima con il Noctilux-M 50mm f/1 e poi portando l’apertura a f/0.95, con un obiettivo che nella sua incarnazione più recente è attualmente in gamma. Parliamo di tutte ottiche a messa a fuoco manuale.
    Fujinon XF50mmF1.0 R WR: massima apertura senza rinunciare all’autofocus

    In anni più recenti l’autofocus ha reso più complicate le cose e la corsa a eguagliare o migliorare il valore di F1.0 si è decisamente assopita. Un netto risveglio è avvenuto negli ultimi anni, sia per lo sbarco sul mercato di molte fotocamere mirrorless (con tiraggio ridotto), sia per gli amplissimi passi in avanti fatti dalle tecnologie di produzione delle ottiche, sia sul fronte dei materiali, sia su quello delle lavorazioni di precisione. Nel mese di settembre Fujifilm ha giocato la sua carta da primato, presentando Fujinon XF50mmF1.0 R WR, prima ottica APS-C autofocus a raggiungere l’agognato traguardo. Certamente, dovendo coprire il formato APS-C, il compito è più semplice rispetto ai vecchi obiettivi per le pellicole 35mm e per gli attuali sensori full frame, ma il risultato è decisamente di rilievo.
    Non che Fujifilm fosse molto lontana già prima: una delle ottiche più desiderate dagli appassionati del marchio è il Fujinon 56mm F1.2, che ha dimostrato grandi qualità in termini di nitidezza e di resa fotografica, in particolare nella versione apodizzata XF56mm F1.2 R APD, che mette l’accento sulla morbidezza dello sfocato.

    Il nuovo XF50mmF1.0 R WR vuole essere ancora più estremo e si candida come ottica adatta anche alle condizioni meteo difficili, vista la dicitura WR, assistendo così i fotografi senza problemi anche fuori dallo studio. La R nel nome (assieme alla nomenclatura XF) indica invece che i fotografi hanno a disposizione il controllo dei diaframmi con un’apposita ghiera sul barilotto dell’obiettivo, controllo che comunque è elettronico e non diretto.
    L’ottica, lo ricordiamo, nasce per il sistema mirrorless di casa Fujifim su sensore APS-C e offre quindi una focale equivalente di 76mm, entrando quindi nell’ambito dei medio-tele. XF50mmF1.0 R WR è composto da 12 elementi suddivisi in 9 gruppi e contiene anche un elemento asferico e due elementi ED, per un controllo ottimale dell’aberrazione sferica.

    Fujinon XF50mmF1.0 R WR montato su Fujifilm X-T4

    Nei sistemi full frame le ottiche ad elevata apertura di diaframma corrispondono a pesi e ingombri elevati, in questo caso la necessità di coprire un formato più piccolo riesce a contenere dimensioni e peso, rendendo l’ottica utilizzabile anche sui corpi più compatti della famiglia X Series. Con una lunghezza di 103,5mm e un peso di 845 grammi l’ottica risulta ben equilibrata sulle fotocamere delle serie X-T, X-H e X-Pro, ma è utilizzabile anche sulle X-E e addirittura, per chi ha le mani piccole, sfruttabile anche su un corpo molto compatto come quello di X-S10, con cui abbiamo avuto modo di provarla per alcuni degli scatti.

    L’ottica è autofocus e può beneficiare dei sistemi di tracking, face detection e soprattutto della funzione Eye AF, che mette a fuoco direttamente sull’occhio del soggetto. Vista la bassissima profondità di campo degli scatti a tutta apertura questa funzione è decisamente gradita, fondamentale per una buona riuscita dei ritratti ‘al volo’. La messa a fuoco è decisamente meno fulminea di altre ottiche del sistema X, ma resta ‘a prova di ritratto di bambino’. Per chi volesse dilettarsi con la messa a fuoco manuale, assistita dal focus peaking, Fujifilm ha allungato di molto la corsa della ghiera di messa a fuoco (120°) e ne ha aumentato la precisione di 8 volte rispetto agli obiettivi tradizionali.

    Per avere un’idea più chiara del comportamento dell’ottica, l’abbiamo messa alla prova sulle mire ottiche. Iniziando dall’analisi di risoluzione, possiamo dire che il nuovo XF 50mm F1 R WR sia molto inciso, anche se, come è normale che sia per un’ottica f/1, non il più inciso della gamma Fujifilm. A titolo di confronto, l’intramontabile 35mm F1.4, provato sullo stesso corpo macchina X-Pro 3, ha fatto registrare circa 4000 LW/PH massime, contro le circa 3500 LW/PH del 50mm F1. In termini assoluti, 3500 LW/PH sono comunque tantissime, il che, oltre a sottolineare l’ottimo lavoro progettuale, rende le immagini di forte impatto. Non parliamo, per essere chiari, della resa morbida di un Canon EF 50mm f/1.2, ma piuttosto della resa chirurgica di un Sigma 50mm f/1.4 Art.

    Un confronto interessante, riassunto nel grafico qui sopra, può essere quello con il 56mm F1.2 APD, altra ottica da ritratto per eccellenza del sistema Fuji (in giallo nel grafico) che, come si può vedere, raggiunge valori massimi di risoluzione più elevati ma si ammorbidisce più rapidamente con l’apertura del diaframma. Il nuovo XF 50mm F1, viceversa, garantisce almeno 2500 LW/PH anche a tutta apertura. Il suo sweet spot, a centro immagine, è f/5.6, ma in effetti tra f/2.8 e f/8 le differenze sono trascurabili (risultato evidenziato anche dal grafico 5, che riporta i livelli di sharpening rilevati), e tra f/2 e f/11 l’ottica garantisce sempre grossomodo almeno 3000 LW/PH, una soglia impensabile per ottiche di questo tipo fino a pochi anni fa.

    Il grafico qui sopra riporta la stessa analisi effettuata con un secondo metodo d’indagine (Hyperbolic Wedge), più affine alla valutazione visiva. Il comportamento è del tutto analogo.

    Spostandoci dal centro ai bordi, ci si rende conto di avere tra le mani un’ottica f/1. La caduta di nitidezza è sempre piuttosto evidente, in particolar modo, com’è ovvio che sia, ai diaframmi più aperti. Per ottenere immagini incise fino ai bordi, è necessario chiudere il diaframma fino almeno a f/4 – meglio f/5.6.

    L’aberrazione cromatica risulta sempre perfettamente sotto controllo: meno di un pixel ai bordi alla massima apertura, vale a dire sotto la soglia di visibilità nelle immagini reali.

    La vignettatura, molto evidente a f/1 (poco meno di 3 stop), è una costante in quest’ottica, tanto da poter essere considerata parte del suo carattere. Per quanto ci riguarda non lo riteniamo un difetto in un’ottica da ritratto, ma chi desidera immagini più asettiche potrà sfruttare la sempre efficace correzione software.

    Una semplice foto a f/1 mostra, in sintesi, le doti dell’ottica. Lo sfocato è morbido, sia sullo sfondo sia in primo piano, ma senza arrivare all’effetto etereo di alcuni obiettivi “vecchio stile”. La vignettatura, qui non corretta, anzi esaltata dalle impostazioni di sviluppo, è molto evidente e incornicia il soggetto al centro. Soggetto che, a dispetto della morbidezza sullo sfondo, è molto nitido.

    Da questo punto di vista il nuovo 50mm f/1.0 è un’ottica decisamente moderna, che viene incontro ai fotografi che oggi si aspettano buona nitidezza a ogni diaframma e che desiderano divertirsi con i diaframmi aperti senza doverne calcolare i compromessi.

    La gamma di ottiche attorno al 50mm è particolarmente fitta in casa Fujifilm e la strategia decisamente interessante andando a considerare i prezzi. Cominciamo dall’alto: con un prezzo suggerito al pubblico di € 1.649,99 IVA compresa, questo FUJINON XF50mmF1.0 R WR è certamente un’ottica costosa, ma non così fuori scala come ci si potrebbe attendere guardando al primato del diaframma F1.0. Il precedente medio tele superluminoso, XF56mmF1.2 R APD, non è molto distante , con un prezzo di listino di € 1.449,99. La versione normale (non apodizzata) XF56mmF1.2 R è decisamente più accessibile, ma supera comunque la soglia ‘psicologia’ dei mille euro, con un listino sullo shop Fujifilm di € 1.099,99. Per molti dei fotografi Fujifilm, probabilmente le prestazioni del più accessibile XF50mmF2 R WR, per altro disponibile sia in versione nera, sia in finitura argento, sono più che sufficienti, con una resa decisamente buona a tutta apertura e con ingombri, peso e prezzo, molto più contenuti dei fratelli maggiori: circa due etti, sei centimetri e lunghezza e soprattutto un cartellino del prezzo con su scritto € 549,99.

    Se quest’ultimo è un obiettivo medio tele tutto fare, da portare sempre in borsa, gli altri tre rappresentano un terzetto di alternative interessanti per chi vuole fare un salto di luminosità. L’ultimo arrivato sarà certamente la scelta di chi intende utilizzare l’ottica senza patemi anche all’aperto in condizioni non perfette, vista l’etichetta WR. XF56mmF1.2 R APD probabilmente resterà ancora l’ottica da ritratto per eccellenza tra i Fujinon, anche in virtù del comportamento più ‘classico’ con maggiore morbidezza a tutta apertura e più incisività chiudendo il diaframma. Il nuovo XF 50mm F1.0 soddisfa invece maggiormente chi vuole uno sfocato da primato, ma anche una buona nitidezza a tutta apertura. In questo scenario forse perde un po’ di appeal XF56mmF1.2 R, che ha un prezzo dopotutto elevato e viene a trovarsi in un limbo tra la proposta più accessibile e le due ottiche più blasonate. LEGGI TUTTO