Nelle scorse ore nei cieli dell’Europa centrale (Italia compresa) è stato possibile vedere una “strana” spirale dall’apparenza quasi aliena, ma ovviamente gli alieni non ne sono responsabili. Si è trattato infatti del deorbit burn del secondo stadio di un razzo spaziale SpaceX Falcon 9, il vettore che ha lanciato la missione NROL-69 nelle in precedenza dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida. Si tratta di un fenomeno non così raro ma che può essere visibile solo in determinate condizioni.
Il lancio del razzo spaziale Falcon 9 per la missione NROL-69 è avvenuto dallo Space Launch Complex 40 (SLC-40) alle 18:48 di ieri (ora italiana) con una missione dedicata a un carico utile non precisato, come spesso accade per il National Reconnaissance Office, che gestisce i satelliti spia (di varia natura) per il Dipartimento della Difesa statunitense. L’unica comunicazione ufficiale cita “questa missione porta un carico utile della sicurezza nazionale progettato, costruito e gestito dal NRO”. Il primo stadio, codice B1092, era al suo secondo volo con la prima missione che era dedicata a Starlink. Come previsto, il primo stadio è rientrato dopo pochi minuti alla Landing Zone 1.
La spirale nel cielo causata dal Falcon 9 in alcune immagini (fonte)
Tornando alla “strana” spirale in cielo, questa è stata visibile in un’ampia zona dell’Europa compresa tra il Regno Unito, la Francia, l’Italia settentrionale, Russia, Ucraina e altre zone. Come scritto sopra, si è trattato di un deorbit burn del secondo stadio del Falcon 9, con l’accensione dei motori e l’espulsione di propellente aggiuntivo per permettere il suo rientro atmosferico e la distruzione.
La spirale nel cielo causata dal Falcon 9 nelle zone vicino a Russia e Ucraina (fonte)
Stando all’astronomo Jonathan McDowell il deorbit burn sarebbe avvenuto intorno alle 21:00 di ieri (ora italiana). A causa della quota elevata, il propellente è stato “illuminato” dagli ultimi raggi di Sole mentre sulla superficie era già sera inoltrata rendendo più evidente il contrasto. Questa è una procedura standard per permettere la riduzione dei detriti spaziali con il secondo stadio che ha raggiunto poche decine di minuti dopo una zona sopra l’Oceano Indiano, distruggendosi al rientro negli strati bassi dell’atmosfera terrestre. Si tratta della seconda missione per l’NRO in pochi giorni, dopo NROL-57, che è servita per portare in orbita satelliti dedicati alla costellazione Starshield.