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Opéra de Monte-Carlo 2026/27, Cecilia Bartoli tra Carmen, Rigoletto e Siegfried


Cecilia Bartoli – Foto Fabrice Demessence / Opéra de Monte-Carlo

L’Opéra de Monte-Carlo presenta la stagione 2026/27, la quinta sotto la direzione artistica di Cecilia Bartoli: da Porgy and Bess e Carmen a Rigoletto, Siegfried e Il ritorno d’Ulisse in patria, con recital e concerti affidati a Jonathan Tetelman, Asmik Grigorian, Anna Netrebko, Brian Jagde, George Petean e alla stessa Bartoli.

La nuova stagione dell’Opéra de Monte-Carlo attraversa repertori, epoche e forme molto diverse, alternando grandi titoli del teatro musicale, versioni da concerto, recital e progetti meno convenzionali. Il filo conduttore scelto per il 2026/27 è quello delle passioni e degli amori ostacolati, tema che torna in molte delle opere in programma e consente alla direzione di Cecilia Bartoli di accostare Bizet, Gershwin, Offenbach, Rossini, Beethoven, Verdi, Wagner e Monteverdi.

Il calendario completo della stagione 2026/27 dell’Opéra de Monte-Carlo si sviluppa da novembre 2026 ad aprile 2027 e coinvolge sia la Salle Garnier sia il Grimaldi Forum. Alla lirica si affiancano recital e concerti costruiti intorno ad alcune delle voci più importanti della scena internazionale.

La quinta stagione di Cecilia Bartoli a Monte-Carlo

Per Cecilia Bartoli è la quinta stagione alla guida artistica dell’istituzione monegasca. La programmazione conferma una linea basata sull’incontro tra repertorio e rilettura, senza limitarsi a una successione di titoli molto noti. Accanto a opere come Carmen e Rigoletto trovano infatti spazio una nuova produzione di Porgy and Bess, il progetto corale Cape Town Heritage Horizons, una versione da concerto di Fidelio e un Ritorno d’Ulisse in patria affidato anche al linguaggio delle marionette.

La scelta di attraversare più secoli di teatro musicale mette in evidenza una delle caratteristiche della stagione: la possibilità di passare dalla scrittura settecentesca di Rossini alla densità wagneriana di Siegfried, mantenendo al centro il lavoro sulle voci. Lo stesso criterio emerge dai recital, che portano a Monte-Carlo Jonathan Tetelman e Asmik Grigorian, e dal concerto che riunisce Anna Netrebko, Brian Jagde e George Petean.

Opéra de Monte-Carlo – Foto Joan Bracco

Novembre tra Jonathan Tetelman, Porgy and Bess e Carmen

La stagione si apre il 7 novembre 2026 con il recital di Jonathan Tetelman. Pochi giorni dopo arriva uno dei progetti più rilevanti del cartellone: Porgy and Bess di George Gershwin, in programma il 15, 19 e 21 novembre al Grimaldi Forum. Si tratta di una nuova produzione con il Coro della Cape Town Opera e l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo.

Il rapporto tra la partitura di Gershwin e la tradizione europea è uno dei punti messi in evidenza dalla produzione. La pagina del Porgy and Bess al Grimaldi Forum ricorda il dialogo tra la musica del compositore americano e l’impressionismo francese di Ravel e Debussy, insieme alla presenza di jazz, tradizioni afroamericane e grandi pagine corali. La direzione musicale è affidata a Lee Reynolds e la regia a Jean-Louis Grinda.

Il 20 novembre è invece la volta di Carmen di Georges Bizet, proposta in forma semi-scenica. Marina Viotti interpreta Carmen, Benjamin Bernheim è Don José, Erwin Schrott veste i panni di Escamillo e Sandra Hamaoui quelli di Micaëla. Un titolo che continua a occupare una posizione centrale nel repertorio internazionale, così come accade per altri capolavori dell’opera francese e italiana riproposti regolarmente nelle principali stagioni europee.

Il mese si chiude il 22 novembre con Cape Town Heritage Horizons, concerto affidato al Coro della Cape Town Opera e costruito intorno alla tradizione corale sudafricana, tra canti in isiZulu e isiXhosa, memoria, spiritualità e identità collettiva.

Dicembre con La Vie parisienne di Offenbach

Nel periodo natalizio l’Opéra de Monte-Carlo cambia registro con La Vie parisienne di Jacques Offenbach. Le recite sono previste il 23, 26, 27, 29 e 31 dicembre 2026. La presenza dell’operetta porta nella stagione una componente più leggera e brillante, ma resta coerente con il tema delle relazioni sentimentali, degli equivoci e dei desideri che attraversa buona parte del cartellone.

Il titolo di Offenbach crea anche una pausa tra il blocco novembrino, molto concentrato su grandi produzioni e sulla collaborazione con Cape Town Opera, e la parte del 2027, che riporta al centro Rossini, Beethoven, Verdi e Wagner.

Rossini e il concerto di Cecilia Bartoli con Franco Fagioli

Gennaio 2027 è dedicato innanzitutto a L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini, in scena il 24, 26, 28 e 30 gennaio. Il titolo permette alla stagione di entrare pienamente nel repertorio belcantistico, terreno particolarmente vicino alla storia artistica di Cecilia Bartoli.

Il 29 gennaio la stessa Bartoli torna protagonista sul palco insieme a Franco Fagioli per un concerto che mette a confronto due personalità vocali molto riconoscibili. La scelta di collocarlo tra le recite rossiniane crea un collegamento naturale tra la programmazione operistica e quella concertistica, mantenendo la voce come centro dell’intero progetto artistico.

Fidelio, Asmik Grigorian e Rigoletto a febbraio

Febbraio si apre il 6 con Fidelio di Ludwig van Beethoven, presentato in versione da concerto. Il giorno successivo, 7 febbraio, è in programma il recital di Asmik Grigorian, una delle interpreti più richieste della scena lirica contemporanea.

Dal 21 al 28 febbraio arriva poi Rigoletto di Giuseppe Verdi, con recite il 21, 23, 25 e 28. Il capolavoro verdiano continua a prestarsi ad allestimenti molto diversi: anche in Italia ha conosciuto riletture radicali, come il Rigoletto al Circo Massimo firmato da Damiano Michieletto, costruito in uno spazio eccezionale durante l’estate 2020.

La presenza di Verdi rafforza il peso del grande repertorio italiano in un cartellone che include già Rossini e che, attraverso il confronto con Bizet, Beethoven e Wagner, costruisce una mappa molto ampia dell’opera europea. Una centralità che trova un parallelo nelle stagioni italiane, come quella del Teatro dell’Opera di Roma, dove repertorio, nuove produzioni e riletture registiche convivono stabilmente.

Anna Netrebko, Brian Jagde e George Petean a marzo

L’8 marzo 2027 il Grimaldi Forum ospita il concerto di Anna Netrebko, Brian Jagde e George Petean. Tre voci provenienti da repertori e percorsi differenti riunite in una delle serate di gala della stagione.

Il concerto introduce l’ultima parte del calendario, quella più impegnativa dal punto di vista orchestrale e drammaturgico. Dopo Verdi, infatti, aprile è quasi interamente occupato da Wagner e Monteverdi, con due progetti molto diversi per dimensione, linguaggio e concezione scenica.

Siegfried e Wagner protagonisti ad aprile

Siegfried di Richard Wagner arriva il 5, 8, 11 e 15 aprile 2027. È uno dei titoli più imponenti della stagione e rappresenta il punto di massima espansione sinfonica del cartellone. La scelta di dedicargli quattro appuntamenti chiude il percorso operistico con un’opera che richiede un equilibrio particolarmente complesso tra orchestra, canto e costruzione drammatica.

La presenza di Wagner accanto a Verdi permette anche di mettere a confronto due tradizioni centrali dell’Ottocento europeo. Nel repertorio italiano la forza del rapporto tra voce e scena continua a essere determinante anche nelle nuove produzioni, come ha mostrato l’Otello di Verdi all’Opera di Roma, affidato alla regia di Allex Aguilera.

Il ritorno d’Ulisse in patria con le marionette

Tra gli appuntamenti più originali figura Il ritorno d’Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, in programma il 13 aprile 2027. La produzione utilizza anche il linguaggio delle marionette e coinvolge il Coro della Cape Town Opera, riportando così nell’ultima parte della stagione una collaborazione già centrale a novembre.

L’idea di affrontare Monteverdi attraverso un dispositivo scenico non convenzionale riassume bene la volontà della direzione di non limitarsi alla riproposizione del repertorio. Il titolo seicentesco viene inserito accanto a Wagner, ma attraverso un formato completamente diverso, più agile e visivamente sperimentale.

La stagione 2026/27 dell’Opéra de Monte-Carlo

Nel complesso il cartellone costruito da Cecilia Bartoli alterna opere, recital e concerti senza rinunciare a una forte riconoscibilità. I grandi titoli – Carmen, Rigoletto, Siegfried – rappresentano i pilastri più immediati, mentre Porgy and Bess, il progetto di Cape Town Opera e il Ritorno d’Ulisse con le marionette ampliano il raggio della proposta.

Il risultato è una stagione che attraversa più di tre secoli di musica e mette in relazione tradizioni molto differenti: il barocco di Monteverdi, il belcanto rossiniano, il romanticismo di Verdi e Wagner, la modernità americana di Gershwin e l’operetta francese di Offenbach. Intorno a questi titoli, i recital di Tetelman e Grigorian e i concerti con Bartoli, Fagioli, Netrebko, Jagde e Petean rafforzano la componente vocale.

Dal 7 novembre 2026 al 15 aprile 2027, la quinta stagione diretta da Cecilia Bartoli conferma quindi l’Opéra de Monte-Carlo come un luogo in cui repertorio e sperimentazione possono convivere nello stesso cartellone, passando dalla Salle Garnier al Grimaldi Forum e dal grande spettacolo operistico alla forma più concentrata del recital.


Fonte: https://www.spettacolo.eu/category/teatro/feed/

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