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Nettuno è il protagonista dell’ultima immagine del telescopio spaziale James Webb

Recentemente sono state rilasciate alcune immagini di Marte catturate dal telescopio spaziale James Webb. Non si tratta del primo pianeta osservato e neanche del primo pianeta all’interno del nostro Sistema Solare a ricevere le attenzioni del nuovo strumento scientifico voluto da NASA, ESA e CSA. In precedenza sempre il JWST aveva osservato Giove e le sue lune in almeno due occasioni oltre a raccogliere dati su un esopianeta.

Nelle ultime immagini rilasciate invece a essere al centro dell’attenzione è Nettuno (e i suoi satelliti). Mentre missioni con sonde che arrivino nel Sistema Solare esterno e in particolare verso Nettuno e Urano sono ancora in via di definizione da parte di diverse agenzie, gli scienziati possono impiegare i telescopi spaziali (o quelli terrestri) per raccogliere informazioni e dati. Queste le ultime novità dal JWST.

Il telescopio spaziale James Webb cattura un’immagine di Nettuno

Secondo quanto riportato dalle agenzie spaziali (NASA ed ESA in particolare), grazie alle possibilità offerte dal JWST è stato possibile catturare l’immagine più nitida degli anelli di Nettuno in oltre 30 anni (da Voyager 2). Certo, gli anelli di questo gigante gassoso non sono belli quanto quelli di Saturno (almeno dal punto di vista dell’essere umano), ma rappresentano una fonte interessante di informazioni per gli scienziati. Le immagini sono state catturate il 12 luglio.

Come sottolineato dall’agenzia spaziale europea alcuni degli anelli di Nettuno non erano mai stati osservati prima ed è servita la potenza del telescopio spaziale James Webb e la sua vista a infrarossi per permettere di rilevarli. Come nel caso di Giove, anche con Nettuno è stato possibile vedere le bande che caratterizzano il pianeta che risplendono in diverse colorazioni.

Per la cattura delle immagini è stata impiegata ancora una volta la NIRCam (Near-Infrared Camera) dedicato al vicino infrarosso con lunghezze d’onda comprese tra i 0,6 µm e i 5 µm. A causa della presenza di metano nella composizione del pianeta e visto che questa molecola assorbe le frequenze rilevate dal JWST in questo spettro, la sua colorazione è più scura rispetto alle immagini di Hubble. Le zone più chiare invece sono invece nubi ad alta quota che riflettono la luce solare prima che possa raggiungere le zone ricche di metano.

La struttura dell’atmosfera di Nettuno è evidenziata dal telescopio spaziale James Webb con una striscia più luminosa verso l’equatore dove le temperature sono maggiori e quindi risplendono maggiormente nell’infrarosso. Il JWST ha anche rilevato una zona di nubi che circondano il Polo Sud del pianeta (dove è presente anche una tempesta vorticosa).

Non è finita qui! Il telescopio spaziale ha rilevato 7 satelliti naturali (dei 14 conosciuti). In particolare, a fare bella mostra di sé è Tritone che brilla molo più delle altre lune presenti nell’immagine e sembra quasi essere una stella sullo sfondo. La motivazione della sua lucentezza è dovuta alla superficie ricoperta di azoto allo stato solido che riflette il 70% della luce solare che lo colpisce (ed è quindi anche più brillante di Nettuno stesso). Per avere ulteriori dettagli su questi oggetti nel corso del prossimo anno ci sarà una nuova campagna osservativa estesa.

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