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Instax Mini 40: elogio della fotografia imperfetta, ma eterna. La recensione

La fotografia istantanea ha sempre esercitato un fascino irresistibile su tutti. Negli anni ’60/’70 le fotocamere a sviluppo istantaneo hanno avuto il grande merito di democratizzare la fotografia, e la possibilità di vedere l’immagine stampata subito dopo lo scatto, senza attendere i risultati del laboratorio di sviluppo, ha rappresentato la chiave del loro grande successo.

Con l’avvento delle fotocamere digitali, prima, e degli smartphone poi, la fotografia si è fatta istantanea per tutti, nel senso che ogni foto scattata poteva essere subito visualizzata, ma si è perso quel piacere della stampa immediata e del poter ‘toccare’ la foto. Instax è stata la grande scommessa dei giapponesi di Fujifilm, proprio quando stava nascendo il mercato delle fotocamere digitali compatte. Il progetto è stato lanciato nel 1998, lo stesso anno del lancio della mitica FujiFilm MX-700 (FinePix 700), una delle fotocamere prime compatte digitali.

Col senno di poi sarebbe sembrata una pazzia (e in effetti il più famoso marchio di fotocamere istantanee, Polaroid, è stato quasi spazzato via dalle fotocamere compatte), ma invece il progetto è cresciuto nel tempo, ha sopportato la concorrenza degli smartphone ed è stato anche cruciale per i bilanci Fujifilm in alcuni anni difficili. Oggi Instax è una famiglia di prodotti molto variegata, che ha visto in Instax Mini 40 l’ultima nata.

Instax Mini 40, la più giovane della famiglia

Nato come sistema totalmente analogico, Instax ha saputo interpretare i bisogni della modernità diventando anche digitale, ma senza snaturare le sue origini e, anzi, facendo del suo DNA il suo più grande punto di forza. Che si parli di fotocamere totalmente analogiche, di stampanti portatili o di fotocamere ibride, le pellicole sono sempre le stesse e il processo di impressione della pellicola e il suo successivo sviluppo, sempre analogiche. Corpi macchina diversi, per esigenze diverse, ma uniti dalle stesse pellicole.

Instax Mini e Instax Mini 10 sono state le progenitrici della famiglia nel 1998, seguite dalla Wide nel 1999. A poco meno di 20 anni di distanza, nel 2017, è nata poi Instax Square, con il classico formato quadrato. I formati della pellicola Instax hanno una dimensione dell’immagine di 46 mm × 62 mm per Mini, 99 mm × 62 mm per Wide e 62 mm × 62 mm Square: è evidente come escano tutti dallo stesso ‘rotolo’ di pellicola con larghezza 62 mm, tagliato di volta in volta a differenti larghezze.

Oggi sono molti i modelli in gamma:

  • Instax Mini: Mini 11, Mini 40 (nuova), Mini 70, Mini 90 e la particolare fotocamera ibrida 2-in-1 Mini LiPlay, in grado anche di stampare le foto dallo smartphone.
  • Instax Square: SQ1, SQ6, SQ20
  • Instax Wide 300
  • Stampanti Instax: Mini Link e Share SP-03

Instax Mini 40 è l’ultima nata della famiglia e si presenta come l’istantanea ‘dura e pura’, analogica e pensata nell’estetica per il pubblico maschile. Le funzioni sono ridotte all’osso: l’esposizione è automatica e con essa l’attivazione del flash. Non ci sono modalità da selezionare, l’unica regolazione è la possibilità di tirare l’obiettivo e attivare la messa a fuoco Selfie Mode, che limita. Il fuoco è fisso 0.3m-∞ e in Modalità selfie 0.3 m – 0.5 m. L’ottica a due elementi ha focale 60mm e f/1:12.7. Il mirino è galileiano con ingrandimento 0,37x. La fotocamera è alimentata da 2 batterie stilo AA/LR6, che garantiscono autonomia per circa 10 pacchi da 10 scatti l’uno. Dimensioni e peso sono pari a 104 mm x 121 mm x 65 mm e 330 grammi (senza batterie, tracolla e film pack). Sul frontale, di fianco all’ottica, troviamo lo specchietto per i selfie, un indicatore LED di funzionamento, e il pulsante che fa uscire l’ottica e accende la macchina. Per spegnere la fotocamera è sufficiente spingere l’obiettivo in posizione di riposo. Sul retro, oltre al mirino, è presente un indicatore analogico del numero di scatti rimanenti.

Elogio della fotografia ‘Imperfetta’

La massima semplificazione riporta indietro nel tempo a quella fotografia ‘Imperfetta‘ di un tempo. Oggi siamo abituati a scattare a raffica, cancellare le foto venute male, iterando il processo fino al raggiungimento di un risultato soddisfacente. Spostando il discorso su un livello più filosofico, continuiamo a cristallizzare istanti e a buttarli via per sempre se non rispettano i canoni dell’estetica moderna. Buttiamo via momenti che non torneranno più. A quanti di voi è capitato di trovare in un cassetto quella foto, magari venuta male, mossa, sovra/sottoesposta, sfocata, ma che fissava su carta un momento irripetibile? L’imperfezione dello scatto è magari l’essenza stessa della foto, non ne cattura la nitidezza, ma l’emozione: scattata in un momento di gioia senza pensare alla triade di otturatore/sensibilità/diaframma, rubata, o magari anche un po’ brilla. Magari se l’avessimo scattata con il cellulare l’avremmo buttata, perdendo quell’attimo per sempre: un fotocamera istantanea invece fissa quell’istante per sempre ed è molto più difficile buttare via una fotografia ‘fisica’, reale, rispetto a cliccare sull’icona del cestino.

Nella sua massima semplicità la nuova Instax Mini 40 ti sbatte in faccia questo mondo fatto di risultati non sempre controllabili, di instanti fissati su pellicola che bisogna accogliere per quello che sono. Nella società ossessionata dalla perfezione, scattare con una fotocamera come Instax Mini 40 è un esercizio utile, non solo perché fissa ricordi su carta, al di là del nostro giudizio estetico, ma proprio perché fa fare anche un passaggio mentale in più.

In un mondo in cui sugli smartphone demandiamo tutto all’intelligenza artificiale delle fotocamere, poi, ottenere un risultato perfetto con una fotocamera come Instax Mini 40 è una grande soddisfazione. Chi ha scattato a pellicola sicuramente si ricorda quella trepidazione nell’attesa dei provini e quel misto di soddisfazione e tristezza davanti agli scatti venuti bene o male. La fotografia istantanea unisce la velocità del mondo moderno che vive di istanti, con il sapore della fotografia analogica.

Il contenitore esausto delle pellicole può facilmente diventare un simpatico portafoto

Si tratta di oggetti, le fotocamere istantanee, che esercitano un fascino incredibile sui più giovani e sui più piccoli e possono essere un regalo inaspettato, ma in grado di portare uno sguardo diverso al mondo della fotografia per quelle persone che sono nate e cresciute con le immagini virtuali fatte di pixel e poche volte di carta.

La nuova Instax Mini 40 intercetta un pubblico diverso dalle altre fotocamere della serie: offre grande semplicità e immediatezza dei modelli con estetica più giocosa, ma con un aspetto che non sfigura in mano a un pubblico più serioso, che magari trova già piacere nello scattare con apparecchi un po’ vintage. Dalla sua la nuova Instax Mini 40 ha anche un prezzo decisamente contenuto, di listino sotto la soglia psicologica dei 100 euro, buono sia per un regalo, sia per togliersi uno sfizio. Inoltre la nuova pellicola Contact Sheet accompagna perfettamente lo stile della fotocamera, grazie alla cornice nera a effetto ‘provino’, che aggiunge un’ulteriore aura vintage al sistema. Accoppiata perfetta è anche quella con la pellicola Monochrome.

Da amante della fotografia passato presto al digitale, devo dire che, inizialmente un po’ scettico di fronte alla grande semplicità della fotocamera, mi sono trovato a scattare più di quello che pensassi. Molto spesso facendo due scatti, uno da tenere e uno da regalare. A conti fatti, anche quello che potrebbe sembrare l’ostacolo d’ingresso più evidente, il prezzo delle pellicole e del singolo scatto, non si fa nemmeno troppo sentire. Anzi, ogni foto ha un ‘valore’, anche quelle imperfette. Inoltre se volessimo stampare una foto dal nostro smartphone, non ne stamperemmo certo solo una, manderemmo in stampa un lotto di molte fotografie, magari nemmeno tutte così importanti o venute bene, anche solo per ammortizzare il prezzo di spedizione. A conti fatti il costo delle foto importanti non sarebbe molto dissimile.

Leggi anche il nostro articolo ‘Fotografia istantanea, due filosofie a confronto: Polaroid Now e Fuijifilm Instax Mini LiPlay’


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