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FUJINON XF50mmF1.0 R WR: massima apertura senza rinunciare all'autofocus. La nostra prova

Ci sono numeri che fanno venire l’acquolina in bocca ai fotografi. Generalmente sono quelli grandi quando si parla di focale delle ottiche e, al capo opposto, quelli che si avvicinano all’uno o addirittura scendono sotto tale valore quando si parla di apertura di diaframma. Soprattutto in quest’ultimo caso ci sono alcune soglie psicologiche che fanno sempre alzare l’attenzione. F1.0 è certamente una di queste e ha rappresentato molte volte un valore tale da fare notizia. Un valore tale da innalzare alcuni prodotti nell’Olimpo delle creature mitologiche della fotografia.

Negli anni ’60 la sfida tra i produttori per il maggiore prestigio si giocava anche su questo campo, in particolare sulle ottiche per le fotocamere a telemetro. Canon aveva gettato il guanto della sfida già nel 1955 con un 50mm f/1.2 e Nikon rispose qualche anno dopo limando il valore dell’apertura con il suo Nikkor 50mm f/1,1, ma i tecnici Canon erano già al lavoro per rispondere e poco dopo presentò il suo Canon 50mm f/0,95, che per tutti diventò la ‘Dream Lens‘. Leica ha giocato spesso questa partita, dapprima con il Noctilux-M 50mm f/1 e poi portando l’apertura a f/0.95, con un obiettivo che nella sua incarnazione più recente è attualmente in gamma. Parliamo di tutte ottiche a messa a fuoco manuale.

Fujinon XF50mmF1.0 R WR: massima apertura senza rinunciare all’autofocus

In anni più recenti l’autofocus ha reso più complicate le cose e la corsa a eguagliare o migliorare il valore di F1.0 si è decisamente assopita. Un netto risveglio è avvenuto negli ultimi anni, sia per lo sbarco sul mercato di molte fotocamere mirrorless (con tiraggio ridotto), sia per gli amplissimi passi in avanti fatti dalle tecnologie di produzione delle ottiche, sia sul fronte dei materiali, sia su quello delle lavorazioni di precisione. Nel mese di settembre Fujifilm ha giocato la sua carta da primato, presentando Fujinon XF50mmF1.0 R WR, prima ottica APS-C autofocus a raggiungere l’agognato traguardo. Certamente, dovendo coprire il formato APS-C, il compito è più semplice rispetto ai vecchi obiettivi per le pellicole 35mm e per gli attuali sensori full frame, ma il risultato è decisamente di rilievo.

Non che Fujifilm fosse molto lontana già prima: una delle ottiche più desiderate dagli appassionati del marchio è il Fujinon 56mm F1.2, che ha dimostrato grandi qualità in termini di nitidezza e di resa fotografica, in particolare nella versione apodizzata XF56mm F1.2 R APD, che mette l’accento sulla morbidezza dello sfocato.

Il nuovo XF50mmF1.0 R WR vuole essere ancora più estremo e si candida come ottica adatta anche alle condizioni meteo difficili, vista la dicitura WR, assistendo così i fotografi senza problemi anche fuori dallo studio. La R nel nome (assieme alla nomenclatura XF) indica invece che i fotografi hanno a disposizione il controllo dei diaframmi con un’apposita ghiera sul barilotto dell’obiettivo, controllo che comunque è elettronico e non diretto.

L’ottica, lo ricordiamo, nasce per il sistema mirrorless di casa Fujifim su sensore APS-C e offre quindi una focale equivalente di 76mm, entrando quindi nell’ambito dei medio-tele. XF50mmF1.0 R WR è composto da 12 elementi suddivisi in 9 gruppi e contiene anche un elemento asferico e due elementi ED, per un controllo ottimale dell’aberrazione sferica.

Fujinon XF50mmF1.0 R WR montato su Fujifilm X-T4

Nei sistemi full frame le ottiche ad elevata apertura di diaframma corrispondono a pesi e ingombri elevati, in questo caso la necessità di coprire un formato più piccolo riesce a contenere dimensioni e peso, rendendo l’ottica utilizzabile anche sui corpi più compatti della famiglia X Series. Con una lunghezza di 103,5mm e un peso di 845 grammi l’ottica risulta ben equilibrata sulle fotocamere delle serie X-T, X-H e X-Pro, ma è utilizzabile anche sulle X-E e addirittura, per chi ha le mani piccole, sfruttabile anche su un corpo molto compatto come quello di X-S10, con cui abbiamo avuto modo di provarla per alcuni degli scatti.

L’ottica è autofocus e può beneficiare dei sistemi di tracking, face detection e soprattutto della funzione Eye AF, che mette a fuoco direttamente sull’occhio del soggetto. Vista la bassissima profondità di campo degli scatti a tutta apertura questa funzione è decisamente gradita, fondamentale per una buona riuscita dei ritratti ‘al volo’. La messa a fuoco è decisamente meno fulminea di altre ottiche del sistema X, ma resta ‘a prova di ritratto di bambino‘. Per chi volesse dilettarsi con la messa a fuoco manuale, assistita dal focus peaking, Fujifilm ha allungato di molto la corsa della ghiera di messa a fuoco (120°) e ne ha aumentato la precisione di 8 volte rispetto agli obiettivi tradizionali.

Per avere un’idea più chiara del comportamento dell’ottica, l’abbiamo messa alla prova sulle mire ottiche. Iniziando dall’analisi di risoluzione, possiamo dire che il nuovo XF 50mm F1 R WR sia molto inciso, anche se, come è normale che sia per un’ottica f/1, non il più inciso della gamma Fujifilm. A titolo di confronto, l’intramontabile 35mm F1.4, provato sullo stesso corpo macchina X-Pro 3, ha fatto registrare circa 4000 LW/PH massime, contro le circa 3500 LW/PH del 50mm F1. In termini assoluti, 3500 LW/PH sono comunque tantissime, il che, oltre a sottolineare l’ottimo lavoro progettuale, rende le immagini di forte impatto. Non parliamo, per essere chiari, della resa morbida di un Canon EF 50mm f/1.2, ma piuttosto della resa chirurgica di un Sigma 50mm f/1.4 Art.

Un confronto interessante, riassunto nel grafico qui sopra, può essere quello con il 56mm F1.2 APD, altra ottica da ritratto per eccellenza del sistema Fuji (in giallo nel grafico) che, come si può vedere, raggiunge valori massimi di risoluzione più elevati ma si ammorbidisce più rapidamente con l’apertura del diaframma. Il nuovo XF 50mm F1, viceversa, garantisce almeno 2500 LW/PH anche a tutta apertura. Il suo sweet spot, a centro immagine, è f/5.6, ma in effetti tra f/2.8 e f/8 le differenze sono trascurabili (risultato evidenziato anche dal grafico 5, che riporta i livelli di sharpening rilevati), e tra f/2 e f/11 l’ottica garantisce sempre grossomodo almeno 3000 LW/PH, una soglia impensabile per ottiche di questo tipo fino a pochi anni fa.

Il grafico qui sopra riporta la stessa analisi effettuata con un secondo metodo d’indagine (Hyperbolic Wedge), più affine alla valutazione visiva. Il comportamento è del tutto analogo.

Spostandoci dal centro ai bordi, ci si rende conto di avere tra le mani un’ottica f/1. La caduta di nitidezza è sempre piuttosto evidente, in particolar modo, com’è ovvio che sia, ai diaframmi più aperti. Per ottenere immagini incise fino ai bordi, è necessario chiudere il diaframma fino almeno a f/4 – meglio f/5.6.

L’aberrazione cromatica risulta sempre perfettamente sotto controllo: meno di un pixel ai bordi alla massima apertura, vale a dire sotto la soglia di visibilità nelle immagini reali.

La vignettatura, molto evidente a f/1 (poco meno di 3 stop), è una costante in quest’ottica, tanto da poter essere considerata parte del suo carattere. Per quanto ci riguarda non lo riteniamo un difetto in un’ottica da ritratto, ma chi desidera immagini più asettiche potrà sfruttare la sempre efficace correzione software.

Una semplice foto a f/1 mostra, in sintesi, le doti dell’ottica. Lo sfocato è morbido, sia sullo sfondo sia in primo piano, ma senza arrivare all’effetto etereo di alcuni obiettivi “vecchio stile”. La vignettatura, qui non corretta, anzi esaltata dalle impostazioni di sviluppo, è molto evidente e incornicia il soggetto al centro. Soggetto che, a dispetto della morbidezza sullo sfondo, è molto nitido.

Da questo punto di vista il nuovo 50mm f/1.0 è un’ottica decisamente moderna, che viene incontro ai fotografi che oggi si aspettano buona nitidezza a ogni diaframma e che desiderano divertirsi con i diaframmi aperti senza doverne calcolare i compromessi.

La gamma di ottiche attorno al 50mm è particolarmente fitta in casa Fujifilm e la strategia decisamente interessante andando a considerare i prezzi. Cominciamo dall’alto: con un prezzo suggerito al pubblico di € 1.649,99 IVA compresa, questo FUJINON XF50mmF1.0 R WR è certamente un’ottica costosa, ma non così fuori scala come ci si potrebbe attendere guardando al primato del diaframma F1.0. Il precedente medio tele superluminoso, XF56mmF1.2 R APD, non è molto distante , con un prezzo di listino di € 1.449,99. La versione normale (non apodizzata) XF56mmF1.2 R è decisamente più accessibile, ma supera comunque la soglia ‘psicologia’ dei mille euro, con un listino sullo shop Fujifilm di € 1.099,99. Per molti dei fotografi Fujifilm, probabilmente le prestazioni del più accessibile XF50mmF2 R WR, per altro disponibile sia in versione nera, sia in finitura argento, sono più che sufficienti, con una resa decisamente buona a tutta apertura e con ingombri, peso e prezzo, molto più contenuti dei fratelli maggiori: circa due etti, sei centimetri e lunghezza e soprattutto un cartellino del prezzo con su scritto € 549,99.

Se quest’ultimo è un obiettivo medio tele tutto fare, da portare sempre in borsa, gli altri tre rappresentano un terzetto di alternative interessanti per chi vuole fare un salto di luminosità. L’ultimo arrivato sarà certamente la scelta di chi intende utilizzare l’ottica senza patemi anche all’aperto in condizioni non perfette, vista l’etichetta WR. XF56mmF1.2 R APD probabilmente resterà ancora l’ottica da ritratto per eccellenza tra i Fujinon, anche in virtù del comportamento più ‘classico’ con maggiore morbidezza a tutta apertura e più incisività chiudendo il diaframma. Il nuovo XF 50mm F1.0 soddisfa invece maggiormente chi vuole uno sfocato da primato, ma anche una buona nitidezza a tutta apertura. In questo scenario forse perde un po’ di appeal XF56mmF1.2 R, che ha un prezzo dopotutto elevato e viene a trovarsi in un limbo tra la proposta più accessibile e le due ottiche più blasonate.


Fonte: http://feeds.fotografidigitali.it/rss_fotografia.xml


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